L'OPINIONE
In Italia e in Europa e in America si respira voglia di censura: bisogna boicottare il prossimo film di Woody Allen, l'editore Gallimard non deve ristampare le "Bagatelle" di Céline, è meglio che non arrivi in Italia l'edizione critica del "Mein Kampf", ristampando "Ragazzi di vita" di Pasolini i nostri editori ci fanno del male... L'effetto della lotta alle molestie è questo: per bloccare i molestatori, si bloccano opere che non hanno nessuna relazione con le molestie. Woody Allen sono sempre andato a vederlo, e vorrei continuare ad andarci. È invecchiato, e si sente, ma non è mai stato porno o spinto o censurabile, i suoi difetti sono la ripetitività, l'ovvietà, la stanchezza. Lo si vuol boicottare perché l'ex moglie lo accusa di aver molestato una loro bambina, ma a parte il fatto che l'accusa non è confermata da nessuna parte, il problema è vedere se i film che fa sono una celebrazione di questa tendenza, oppure non c'entrano niente. Finora non c'entravano niente. Gli ultimi hanno l'aria di non essere fatti per l'arte ma per la pecunia, della serie prendi i soldi e scappa. Il femminismo, che vuol distruggerlo per molestie sui bambini senza prove, si presenta come una vendetta.Lo stesso discorso vale per il regista Roman Polanski. È reo confesso, ha violentato tantissimi anni fa una bambina, in una di quelle maledette ville di Los Angeles, recintate e inaccessibili, che si presentano come regni chiusi, con un codice penale autonomo. La villetta non era neanche sua, ma del suo amico Jack Nickolson, che gliel'aveva prestata. La bambina gli fu consegnata dalla madre, che sperava in una particina. Lui ha la colpa, orrenda, di aver accettato lo scambio, e di aver approfittato della piccola. Meritava la prigione? Certamente. Non facendo la prigione, ma restando libero, perché fuggiasco, ha fatto dei film che sono dei capolavori, un patrimonio dell'umanità. È bene per l'umanità che abbia fatto quei capolavori, oppure sarebbe meglio che fosse stato per anni in carcere? Io opto per la seconda tesi. Tra l'arte e la giustizia ritengo che debba prevalere la giustizia. La giustizia deve prevalere su tutto. «Sia fatta Giustizia, e che il mondo vada in malora», esclamano gli uccisori di Cesare, «Fiat justitia, et pereat mundus».Ma adesso? È passata una vita, la bambina di allora non ha asseritamente alcun rancore per chi l'ha violentata (dovrebbe al limite aver rancore per la madre, che l'ha consegnata), che senso ha boicottare adesso le opere di Polanski? Chi ha visto "Il pianista" ha visto un miracolo, chiedere ai contemporanei di rinunciare ai miracoli vuol dire rovinargli la vita.In Francia si discute pro e contro l'editore Gallimard, che è incerto se ristampare le opere antisemite di Céline, in particolare le "Bagatelle per un massacro". L'antisemitismo di Céline è fastidioso perché è ostentato. Céline è uno scrittore geniale, ma un razzista stupido. L'erede di Céline, quello che gode adesso i diritti d'autore, ha grossi problemi medici, ha bisogno di denaro, e lo chiede a Gallimard. L'editore è disposto a dare quel denaro, ma come tutti gli editori di questo mondo deve farlo saltar fuori da qualche parte, perciò pensa a una ristampa delle opere (operette) che non ristampa da tempo e che hanno sempre un pubblico che le aspetta: ovvero le opere antisemite. Annuncia il progetto. Scoppia il putiferio. Per un po' Gallimard (Antoine) resiste alle pressioni, ma alla fine crolla, e ritira il progetto.Domanda: è "culturale" censurare le operette razziste di Céline? Céline è un razzista, è giusto che i suoi lettori lo sappiano. Censurarlo è incolto. Come distruggerlo, oppure bruciarlo. Se in una piazza oggi bruci un libro, in quella piazza domani brucerai un uomo. Io le opere razziste di Céline le ho, tradotte da un editore tutt'altro che razzista (Guanda).Personalmente ammiro Céline, ma per quelle opere mi fa pena. Tra l'ammirazione e la pena sta la sua giusta valutazione.©RIPRODUZIONE RISERVATA