Ghia: «Intrusi di notte in castello»
VIGEVANO Non si placano le polemiche sulla sicurezza in castello dopo il furto della notte di Capodanno, quando alcuni ladri svaligiarono le casette poste in cortile, attorno alla pista di pattinaggio. Una sorta di mercatino che era gestito dall'associazione Vigevano in Vetrina, coinvolgendo hobbisti e associazioni. La merce rubata non valeva molto, ma il gesto è stato un campanello d'allarme per i musei ospitati in castello, anche se a Capodanno nessuno aveva tentato di entrare nelle aree con le opere d'arte. «La nostra commissione - spiega l'assessore Riccardo Ghia - ha accertato che non ci sono state violazioni a quanto concordato tra Comune e associazioni». Da quanto accertato, chi ha compiuto il furto si è semplicemente nascosto nel cortile del castello, attendendo la chiusura della pista di pattinaggio per agire. Per uscire è bastato recarsi muovere il chiavistello interno dell'arco neogotico, in corso della Repubblica. Quel portone è senza lucchetti per evitare che qualcuno resti bloccato per errore nel castello dopo l'orario di chiusura, una decisione che, forse, ora verrà modificata. «Preferisco non commentare quanto è accaduto a Capodanno - prosegue Ghia - Se non altro perché ci sono delle indagini in corso. L'idea che mi sono fatto è che ci sia una banda che agisce in centro, vandalizzando vetrine, auto in sosta e le casette nel cortile del castello». Nascondersi in acstello è abbastanza facile, perché gli anfratti poco illuminati non mancano. La mascalcia, la zona dei servizi sotto la torre, il portico dell'ex deposito della Braidense, l'atrio della strada sopraelevata e la rientranza che porta verso la scala del Loggiato delle dame si prestano allo scopo. Tanto più che una volta dentro, uscire risulta assai facile, come accaduto la notte di Capodanno. «In realtà non è la prima volta che qualcuno si intrufola di notte in castello - spiegano dal Comune - Almeno in una decina di casi ce ne siamo accorti proprio perché il portone dell'arco neogotico era aperto al mattino». (o.d.)