Gattuso: «Alziamo l'asticella André Silva? Devo lanciarlo io»

NAPOLI Bergamo crocevia del campionato. Oggi a ora di pranzo la serie A riparte da Atalanta-Napoli, e la capolista si presenta sul terreno dell'Azzurri d'Italia con questa verità assoluta ben chiara nella testa dei giocatori. Non è un caso che Maurizio Sarri abbia chiesto e ottenuto che i suoi uomini tornassero due giorni prima dalla vacanza di inizio anno perché tutti sanno che l'Atalanta è un ostacolo durissimo, il più difficile da superare che il calendario potesse in questo momento della stagione piazzare lungo il cammino della capolista. La tradizione recente conferma quanto la sfida ai nerazzurri sia complicata: nelle ultime cinque stagioni il Napoli è uscito infatti sconfitto per tre volte dal campo di Bergamo, rimediando un pareggio e una sola vittoria (3-1 nel 2015). Il dubbio di formazione con il quale il tecnico dei partenopei ha lasciato il ritiro di Castel Volturno è un solo, ma riguarda il calciatore più importante della squadra, il capitano Marek Hamsik. Lo slovacco in settimana è stato fermato per tre giorni dall'influenza di stagione e solo venerdì si è rivisto a Castel Volturno. Ieri Hamsik ha svolto la preparazione completa con i compagni di squadra, ma è evidente che Sarri abbia qualche dubbio. Se non dovesse farcela, lo sostituirebbe Zielinski.CARNAGO (Varese)«Rimanere al Milan non è la mia priorità oggi, io devo fare il massimo, vincere le partite, far giocare bene la squadra». Rino Gattuso, alla vigilia della trasferta a Cagliari, ribadisce di non avere il proprio futuro in cima ai pensieri, ma la crescita della sua squadra, in cerca di continuità.«Il tempo dirà cosa succede, ora voglio solo lavorare, dare tranquillità a questi ragazzi. Non è che vado a dormire con il pensiero 'Spero di rimanere'. L'ultimo problema del Milan sono io - ha chiarito -. Qui mi sento a casa, ma poi può anche essere che vada a Gallarate, o allenare la Berretti o gli Esordienti. Ora sento grandissime responsabilità, non faccio nessun calcolo anche se, in effetti, se avessi perso il derby di Coppa Italia mi avrebbero mandato via». Il suo Milan «deve riprendere da dove ha lasciato prima della sosta», in cerca di una vittoria in trasferta dopo due pareggi e due sconfitte. «Dobbiamo alzare l'asticella, giocare con la stessa mentalità in casa e fuori - ha avvertito -. Dobbiamo riuscire a giocare da squadra, creare e dare la mazzata agli avversari. Il Cagliari è difficile da affrontare, non a caso ha vinto a Bergamo e fatto una grande partita con la Juve». La chiusura è per André Silva: «Sta bene, ha una voglia incredibile di lavorare, la più grande responsabilità è mia, devo trovare il coraggio di buttarlo nella mischia». Ma oggi dovrebbe partire titolare ancora Kalinic. MELBOURNE (Australia) Dopo Andreas Seppi, anche Fabio Fognini si qualifica agli ottavi degli Australian Open. Il trentenne ligure ha superato in cinque set il francese Julien Benneteau per 3-6 6-2 6-1 4-6 6-3. Domani negli ottavi troverà dall'altra parte della rete il ceco Tomas Berdych, vincitore sull'argentino Juan Martin Del Potro. Seppi invece affronterà oggi il britannico Kyle Edmund. Non era mai successo in passato che due uomini azzurri approdassero agli ottavi. L'ultima volta in un Major, risale al 1976: al Roland Garros Adriano Panatta conquistò il titolo battendo in finale lo statunitense Harold Solomon, mentre Corrado Barazzutti si fermò nei quarti sconfitto dall'argentino Guillermo Vilas. Sempre nell'Era Open l'Italia ha avuto due rappresentanti negli ottavi di uno Slam maschile in altre tre occasioni. Prima dell'era Open, questo evento (almeno due italiani agli ottavi di un Major) si è verificato due volte a Wimbledon (1949 e 1955) e altre dieci volte al Roland Garros. «Ad inizio anno parto sempre lento - ha sottolineato Fognini - questa volta invece sono anche reduce dalla semifinale a Sydney. Sto giocando bene e fisicamente sono a posto». Simpatico siparietto nell'intervista in campo dopo il match Fabio aveva ricevuto un "warning" e ne aveva chiesto spiegazione al giudice di sedia con la tipica gestualità della mano all'intervistatore che voleva saperne il significato Fabio ha cosi risposto: «Vuol dire che c..», tra le risate del pubblico. Roger Federer ha regolato 6-2 7-5 6-4 un Richard Gasquet. Nonostante un problema al fianco Novak Djokovic ha disposto piuttosto agevolmente dello spagnolo Albert Ramos-Vinolas.