Senza Titolo

ROMAI big e gli aspiranti tali, gli sconosciuti esordienti, le liste di scopo per gli italiani all'estero. E poi le vecchie conoscenze, veterani di firme e timbri, che a ogni elezione carsicamente emergono - faldoni blu alla mano, contrassegni sui baveri - per poi spesso far perdere le loro tracce nel traffico quotidiano della politica "maggiore". Al Viminale è iniziato ieri mattina il rito laico della consegna dei simboli elettorali, durerà fino a domenica, ed è fin troppo facile leggervi, in trasparenza, tratti del Paese. I protagonisti vecchi e nuovi che si prendono la ribalta accanto ad antiche ruggini della Prima Repubblica, o progetti dal retrogusto bizzarro e di sapore goliardico.Ieri all'ora di pranzo erano già 23 i simboli a fine trafila. Ma tant'è, l'essenziale è esserci su quella bacheca al piano terra, «in fondo al corridoio, dopo il bar», su cui un paziente funzionario con scaletta e calamite allinea i contrassegni man mano che vengono approvati e la "Sinistra rivoluzionaria" finisce accanto alle "Destre unite". Esserci, provarci, sperare. Per cui capita che, sulla scalinata del ministero, Roberto Calderoli passi accanto ai federalisti duri e puri di "Grande Nord", in fila dalla notte prima: «Siamo quelli veri, non la Lega» dicono. L'evento della mattina però è la delegazione del M5S, con la trimurti Grillo-Di Maio-Casaleggio. L'ex comico, tra un selfie e un saluto, incrocia Calderoli: «Loro non sono come noi, per favore, eh?», scherza rivolto ai cronisti. Poi punzecchia il riservatissimo Casaleggio jr: «Guardi in camera - gli dice - sguardo magnetico, che prendiamo due milioni di voti in più».M5S e Lega saranno il quarto e il quinto simbolo in bacheca, seguiti da CasaPound. A bruciarli sul tempo il Maie e l'Unital, due liste che parlano agli italiani all'estero, così come "Free flights to Italy"- un nome un programma. Bronzo al traguardo per il sontuoso contrassegno del "Sacro romano impero cattolico". Echi di Prima Repubblica all'arrivo del Pli e poi quando riappare lo scudo crociato: «Siamo la Democrazia cristiana storica, mai sciolta, non è il partito di Cesa, non c'entra niente con Pizza: lui non ha diritti sul simbolo», dice il rappresentante lasciando intendere annose battaglie di carte bollate. E poi c'è "10 Volte meglio", "Siamo", "Potere al popolo!" e "Italia Europa Insieme" col suo triplo simbolo per le minoranze linguistiche di Trentino e Friuli. Ricompaiono gli ultraradicali "Forconi",che terranno compagnia al "Movimento Mamme del Mondo". "W la fisica" suscita curiosità e malizie, ma il progetto di un docente universitario di Ingegneria di 40 anni, cattedra a Praga - punta a intercettare i cervelli in fuga tra gli expat d'Europa con una piattaforma ultra-scientista contro l'omeopatia e per gli Ogm. Oggi si ricomincia.