Tre candidati e il rischio commissario

ROMA Tre candidati e nessuna alleanza, sullo sfondo l'ombra del commissario. La corsa alla presidenza della Figc resta a ostacoli: a poco più di dieci giorni dal voto che dovrebbe restituire un governo stabile al mondo del calcio l'obiettivo è sempre quello di trovare convergenze e arrivare all'appuntamento con al massimo due candidati, ma uno sarebbe la soluzione auspicata dai più. Intanto dagli arbitri arriva il primo diktat: «Spero che entro il 29 i tre candidati usino la loro intelligenza per arrivare a una soluzione condivisa. Andare con tre candidati è devastante, se sarà così noi al primo turno non votiamo, perché eleggeremmo un presidente che in Consiglio non ha i numeri per fare le riforme» dice il n.1 dell'Aia, Marcello Nicchi. Che non esclude, sebbene non se lo auguri, l'arrivo del commissario. Una parte dei club di A vorrebbe l'intervento del presidente del Coni, Giovanni Malagò, proprio in questa direzione: da giorni si parla di una lettera che le società (tra cui Juve e Roma) vorrebbero recapitare al Foro Italico, ma ancora passi ufficiali non sarebbero stati fatti («Qualsiasi atto pubblico, ufficiale, formale, politico sportivo, lo giudichiamo quando arriverà» dice Malagò).MADRID (Spagna) Giù le mani da Cristiano Ronaldo. Alla faccia di quello che pensa la stampa spagnola e portoghese, nonché il suo presidente Florentino Perez, restio a cedere alla richiesta di ritocco dello stipendio dell'asso portoghese, il tecnico del Real Madrid, Zinedine Zidane, continua a tenersi stretto il 5 volte Pallone d'Oro. Così, all'indomani dei rumors che indicano CR7 in uscita da Madrid a fine stagione, l'allenatore francese ha pensato bene di mettere i puntini sulle i: «Io non immagino un Real senza Cristiano - ha detto Zizou alla vigilia del match di Coppa del Re contro il Leganes - È dove dovrebbe essere, il club, i tifosi, tutti lo amano. L'ho detto anche a Cristiano che non immagino un Real senza di lui». Certo è però che Florentino Perez ha già cominciato a pensare al dopo e "Marca" ha fatto nomi e cognomi del tridente sognato dal presidentissimo: Neymar, Hazard e Lewandowski. Con Coutinho appena passato ai rivali del Barca, il Real non può certo restare a guardare e considerando la difficoltà di arrivare al brasiliano e al belga ha pronte anche le alternative che portano ai Mauro Icardi e Harry Kane, magari con Mauricio Pochettino (come ventila la catalana BTV) al posto di Zidane in panchina. «A me interessa la parte sportiva - ha tagliato corto Zizou interpellato sulle voci di mercato e i presunti dissidi tra CR7 e Perez sull'ingaggio - Siamo in un momento difficile, ma lui è lì. Cristiano deve pensare a giocare, come ha sempre fatto. Non voglio parlare del contratto o di altre cose. Di questo deve parlarne col club. Quello che mi interessa è quello che fa sul campo e il contributo che dà alla squadra. Il resto lo gestisce lui e io non mi intrometto», ha aggiunto l'allenatore francese. Lei non immagina un Real senza Ronaldo - gli viene chiesto - ma un Madrid senza Zidane? «Io non immagino niente, vivo giorno per giorno, ho sempre pensato in questo modo e non cambio certo adesso».