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Prendete la canzone milanese d'autore, i pezzi di Gaber e di Jannacci, di Svampa e dei Gufi. Poi aggiungete la voce di Flavio Oreglio, e qualche brano originale con cui farsi due risate e condite il tutto con gli strumenti delle Quattro Province: la fisarmonica di Matteo Burrone, i pifferi di Stefano Faravelli e il flicorno di Daniele Bicego. Quello che otterrete è "Anima popolare", inedito spettacolo che debutta domani sera al Pocapaglia di Torrazza Coste e propone un curioso incontro fra due tradizioni musicali ben definite, quella milanese e quella oltrepadana. «L'idea - spiega Flavio Oreglio, milanese di nascita ma legatissimo all'alto Oltrepo, dove per anni ha trascorso le vacanze - è nata il 18 agosto dell'anno scorso, quando abbiamo festeggiato il compleanno del Circolo dei Poeti catartici al castello Malaspina di Brallo. Per quell'occasione con Stefano e Matteo avevamo buttato giù un paio di pezzi tratti dal repertorio milanese e il successo durante la serata è stato tale che abbiamo subito pensato di lavorarci sopra, incuriositi dal funzionamento di questo binomio Milano-Oltrepo. Il secondo banco di prova è arrivato poi poco tempo dopo, durante un evento dedicato al ricordo di Nanni Svampa, amico e protagonista della vita musicale milanese. Anche lì siamo stati accolti con grande calore, e a quel punto non potevamo più esimerci dal continuare».Così, ai brani storici della tradizione meneghina come "El magnan" ("Lo stagnino") ed "El biscella" ("Il riccioluto"), si sono aggiunti pezzi d'autore come "Mamì", "Barbera e champagne", "Faceva il palo nella banda dell'ortica" e alcune canzoni originali firmate da Oreglio: «Si tratta per lo più di brani comici e divertenti, o di testi ironici - dice - che consegnati nelle mani dei musicisti oltrepadani si sono trasformati, acquisendo delle sonorità inaspettate che però calzano a pennello. Tra i pezzi che proporremo domani ci saranno senz'altro "Benvenuti", la canzone d'apertura, e "Anima popolare" , che dà il titolo allo spettacolo, ma anche brani come "Bluzer", che racconta di una particolarissima specie animale che secondo la leggenda animerebbe i boschi oltrepadani e "Il Bounty", metafora sul libero pensiero». Dopo l'esordio di domani sera al Pocapaglia (inizio ore 20.30, ingresso 10 euro), lo spettacolo si sposterà a Spaziomusica intorno alla metà di febbraio per approdare i al Piccolo Teatro nell'ambito di un omaggio ufficiale a Nanni Svampa. «Le due date pavesi - conclude Oreglio - sono una sorta di banco di prova prima di esportare "Anima popolare" in giro per i teatri d'Italia. Ci sembrava giusto cominciare da qui, dal territorio, per inaugurare un progetto che si lega profondamente ad esso, perché consente di far conoscere la musicalità delle Quattro Province attraverso la canzone milanese». Serena Simula