Tutti a caccia di candidati fedeli

ROMATotonomine ancora al palo per i partiti, tutti presi dai complessi meccanismi della nuova legge elettorale, che impongono accordi all'interno delle coalizioni sui collegi uninominali in base ai quali verranno poi stilati i listini nei collegi proporzionali da parte delle singole forze. Ma tra i nomi nuovi avanzano soprattuttoquelli dei giornalisti Tv. Tranne M5s, che corre da solo, il centrosinistra e il centrodestra stanno costruendo le rispettive coalizioni, e devono quindi decidere come suddividersi le candidature nei collegi uninominali. Lo stesso vale per Liberi e Uguali, che è un cartello elettorale formato da tre partiti (Mdp, Si e Possibile). Naturalmente esistono collegi «sicuri» (o quasi) e altri meno. M5s ha dunque il compito più facile, e infatti sono emersi già alcuni nomi di "homines novi"», per l'uninominale: i giornalisti Gianluigi Paragone (forse in Veneto) ed Emilio Carelli, il comandante Gregorio De Falco, o l'ex capo del cerimoniale della Camera Roberto Sorbello. I big verranno candidati nelle città di residenza: per esempio Di Maio a Pomigliano, Roberto Fico a Napoli, Carla Ruocco a Roma. Quanto al centrodestra, in attesa di decidere quanti seggi spetteranno a ciascuno dei quattro partiti della coalizione (ai quali si potrebbe aggiungere come quinto Epi di Stefano Parisi), Forza Italia lavora su due liste di nomi: gli uscenti da confermare, e il reclutamento di nomi nuovi. Per i primi avranno voce in capitolo i due capigruppo, Paolo Romani e Renato Brunetta, che dovranno indicare i nomi dei meritevoli di conferma; per i secondi il "talent scout" è il senatore Andrea Mandelli, anche se Silvio Berlusconi sta leggendo di ciascuno il curriculum. Berlusconi e tutti i leader sono infatti al lavoro per avere eletti affidabili, vale a dire che seguiranno le decisioni del partito.Infatti nel caso in cui nessun partito o coalizione abbia la maggioranza in Parlamento, dovranno essere costruite alleanze di governo dopo il voto, il che implica che tutti gli eletti seguano senza esitazioni le scelte del partito. In tal senso una candidatura come quella di Antonio Di Pietro per il Pd in Molise, sostenuta dal partito locale, scricchiola subito, dato che l'ex pm ha dichiarato che non voterebbe un governo Pd-Fi. Anche nel centrosinistra i leader degli alleati più piccoli saranno candidati in collegi uninominali sicuri (oltre che nei listini). Tra le ipotesi c'è quella di Beatrice Lorenzin a Modena e Casini a Bologna. Quanto ai big del Pd si candideranno negli uninominali delle rispettive città: Renzi a Firenze, Franceschini a Ferrara, Delrio a Reggio Emilia, mentre Gentiloni e Minniti potrebbero essere candidati nei proporzionali. Tra gli esterni, a Napoli ci sarà Paolo Siani, pediatra fratello di Giancarlo; nelle Marche Lucia Annibali; in Molise il giornalista Rai Domenico Iannacone; a Milano potrebbe correre l'immunologo pro-vaccini Roberto Burioni.