Riforma malati cronici «State col vostro medico»

PAVIASono partite ieri le prime lettere ai 197mila malati cronici della provincia di Pavia ai quali sarà richiesto di aderire o meno alla riforma sanitaria con la nuova presa in carico. Consiglia prudenza Salvatore Santacroce, segretario provinciale Snami : «Il paziente cronico è libero sia di scegliere un gestore esterno sia non operare alcuna scelta e di continuare ad affidarsi al proprio medico curante che lo segue da lungo tempo e conosce tutte le sue patologie e le sue condizioni generali e familiari». Solo un medico di famiglia su quattro, in provincia di Pavia, ha aderito alla riforma. «Per la stragrande maggioranza dei pazienti pavesi - spiega Santacroce - scegliere un "gestore" equivale a revocare la fiducia nel proprio medico». Il cittadino che si affida al gestore deve sottoscrivere un patto di cura: «Il patto - spiega Santacroce - vincola il paziente per un anno a seguire le disposizioni del gestore e ad andare ad effettuare gli esami dove questi dice loro di andare senza poter più scegliere dove e da chi farsi curare». Cosa che attualmente, con le liste d'attesa infinite, era comunque una libertà di scelta solo sulla carta. «Anche se il malato non si trova bene - spiega Santacroce - per un anno è obbligato a restare con il gestore salvo ricorrano gravi e giustificati motivi che dovranno essere valutati da un'apposita commissione. Consigliamo dunque di chiedere consiglio al proprio medico di fiducia, leggere attentamente quello che si andrebbe a firmare e non firmare alcun patto, quanto meno fino a che il Tar non si sia pronunciato sulla legittimità delle delibere». Consigliano prudenza anche i medici Vittorio Agnoletto, Fulvio Aurora di Medicina democratica e Albarosa Raimondi, esperta in organizzazione dei servizi sanitari: «Chiediamo a tutte le cittadine e cittadini coinvolti di scegliere di non aderire alla riforma e rimanere con il proprio medico di base» scrivono. «Scopo dichiarato della riforma sanitaria - spiegano nella lettera aperta all'assessore regionale alla sanità Giulio Gallera - è migliorare l'assistenza per i cittadini affetti da patologie croniche. Lo strumento individuato non affronta alcuni nodi che rendono difficile per i pazienti e per i medici di medicina generale far fronte alle necessità di procedure diagnostiche e terapeutiche. La riforma infatti non affronta e non risolve il problema annoso delle liste di attesa. La situazione risulta ulteriormente aggravata dalla cattiva gestione derivante dai "tetti di spesa", causa del blocco di attività ambulatoriali, visite specialistiche e prestazioni sanitarie. Da anni si assiste invece a tagli continui e sistematici al sistema sanitario pubblico, "compensati" da abnormi finanziamenti a favore del sistema privato accreditato». (a.gh.)