«Noi dimenticati nelle frazioni avvelenate»

CORTEOLONA E GENZONEChi non ha letto i post su Facebook del sindaco di Inverno e Monteleone Enrico Vignati ieri mattina ancora non sapeva dei valori preoccupanti di diossina e furani che, nella notte tra mercoledì e giovedì, si erano sprigionati nell'aria di questa parte della Bassa. A Cascina Cravera abitano tre famiglie. «Sono preoccupato per mia figlia di 10 mesi - dice Matteo Raschioni -. Sono uscito solo per un attimo, ma ho avvertito immediatamente un forte bruciore alla gola. Poi siamo rimasti barricati in casa». Nel cortile del suo cascinale, Arpa aveva installato la centralina per verificare i valori degli inquinanti. «È appena stata rimossa. Ora speriamo che tutto rientri nella norma». Raschioni mostra il grande orto che si trova all'ingresso. «Per ora non raccogliamo nulla, poi vedremo. Ma pensiamo che sia sufficiente lavare bene le verdure a foglia larga per liberarci della diossina». Cascina Cravera si trova nel territorio di Corteolona e Genzone, mentre Cascina San Giuseppe in quello di Inverno. Si trovano a meno di un chilometro dal capannone andato a fuoco. Qui nessuno ha lasciato la propria abitazione. «Dell'incendio ci hanno avvertito Protezione civile, Arpa e forze dell'ordine, hanno suonato il campanello spiegandoci cosa stesse accadendo e avvertendoci che, poco distante da qui, si era scatenato un incendio di rifiuti. Ma non mi sono effettivamente resa conto di cosa si stesse verificando. Forse non sarei rimasta qui a respirare la diossina». Il racconto è di una signora che abita a cascina San Giuseppe, frazione che conta 130 anime. Una ventina sono bambini. «Abbiamo tenuto le finestre chiuse - fa sapere Veronica Pinna -. Ma quella sera non si sentiva alcun odore. Il peggio è arrivato il giorno seguente, l'aria era impregnata di un terribile odore di plastica bruciata». «Non sapevo nulla della diossina, non ho letto alcun messaggio del sindaco», ammette un signore mentre sta spazzando il cortile. Ma lei è uscito la mattina dopo l'incendio? «Sì certo, pensavo che la situazione si fosse risolta». «Abbiamo respirato tutta quella schifezza e non lo sapevamo», aggiunge una donna. C'è silenzio nella piccola frazione che si trova tra Corteolona e Inverno. Stanno tutti rintanati in casa, «preferiamo non uscire, dopo i dati allarmanti sui valori della diossina». «Qui siamo in piena campagna, pensavamo di stare lontani da situazioni di inquinamento e invece ci ritroviamo con l'aria impregnata di sostanze tossiche». «Non sappiamo come comportarci. Ho due figli e mi chiedo quali conseguenze potranno esserci sulla loro salute. Siamo preoccupati, ma cosa possiamo fare? E anche il medico che può dirci?».«Certo sarebbe necessaria più attenzione da parte delle istituzioni a situazioni sospette come questa, è assurdo ritrovarci nelle condizioni di non poter neppure uscire dalla propria abitazione».Ats, in una nota mandata ai sindaci, fa sapere che sono stati informati i medici di medicina generale e i pediatri chiedendo loro di monitorare «eventuali situazioni anomale e patologie legate all'evento». Intanto il sindaco di Corteolona Angelo Della Valle intanto ha confermato i divieti contenuti nell'ordinanza, firmata nei giorni scorsi, che vietava di raccogliere gli ortaggi del proprio orto». (st.pr.)