Dorno, stop ai rifiuti infiammabili
di Anna MangiarottiwDORNODivieto assoluto di attività di raccolta, stoccaggio, deposito, lavorazione e recupero di rifiuti infiammabili sul territorio del Comune di Dorno. La giunta delibererà il provvedimento nella seduta di domani mattina, e verrà reso attuativo da una successiva ordinanza del sindaco Maria Rosa Chiesa. «Dopo la serie di incendi scoppiati negli ultimi mesi in provincia di Pavia, il più recente a Corteolona - spiega l'assessore Battista Cucchi - l'amministrazione ha deciso di provvedere per tutelare quanto più possibile l'incolumità della popolazione e l'ambiente». La normativa a livello nazionale e regionale «non è chiara - aggiunge Cucchi - e non ci sono sufficienti verifiche sulle attività in atto. I Comuni vengono di fatto lasciati soli, è necessario tutelarsi con provvedimenti a livello locale».Il divieto sui rifiuti infiammabili verrà inserito nel nuovo Piano di governo del territorio. Non è ancora stata fissata la data per la conferenza dei servizi in Provincia che dovrà valutare l'autorizzazione al progetto per un impianto di recupero di rifiuti metallici, plastica e legno in via Scaldasole, proposto dalla Ruta Metalli. Il Comune che ha solo parere consultivo, è contrario. «Preoccupa proprio il rischio di incendio con emissione di fumi tossici, e che le fiamme possano raggiungere le vicinissime case di via Scaldasole prima che arrivino i pompieri», ribadisce Cucchi. Non è chiara «la tipologia e il tipo di gestione dei materiali da lavorare». Il Comune contesta il progetto di prevenzione incendi presentato da Ruta Metalli, «incentrato sulla sicurezza interna dell'impianto, in particolare il capannone. Non vengono valutati i rischi per i residenti, mancano le procedure d'intervento per un rapido spegnimento di eventuali fiamme, evitando la diffusione di composti tossici», non vengono valutate «le quantità massime di materiali infiammabili da stoccare».