Torna l'incubo diossina ancora 2 giorni per sapere

di Giovanni ScarpawCORTEOLONASettantadue ore per sapere se e quanta diossina si è liberata nell'aria. Il verdetto arriverà dalla centralina, installata subito dopo l'incendio. Angela Alberici, direttore del dipartimento dell'Arpa di Pavia e Lodi, spiega: «Pensiamo sia bruciata della plastica ma di questo non abbiamo alcuna certezza. Proprio perchè l'attività è abusiva e quindi completamente sconosciuta agli enti». Ci vorrà invece ancora del tempo per stabilire l'eventuale tossicità del fumo che si è sprigionato dal capannone in fiamme. «Abbiamo posizionato un campionatore ad alto volume nella direzione in cui spirava il vento, verso Cascina San Giuseppe - dice ancora la Alberici -. I primi filtri prelevati sono stati portati immediatamente in laboratorio. Da quel momento ci vorranno almeno 72 ore per la preparazione dei campioni di analisi». Ma la vera paura è la diossina, anche se Arpa ha escluso, dai primi rilevamenti «anomalie» degli inquinanti generici tipici degli incendi, come biossido di azoto e biossido di zolfo. Angelo Della Valle e Enrico Vignati, i sindaci di Corteolona e Genzone ed Inverno e Monteleone, i Comuni più direttamente interessati dalle conseguenze dell'incendio, hanno intanto firmato un'ordinanza in cui si intima ai residenti, in via precauzionale, di «mantenere la chiusura delle porte e finestre delle abitazioni al fine di prevenire un possibile passaggio di inquinanti». Inoltre, il provvedimento ordina di «sospendere la raccolta e il consumo dei prodotti ortofrutticoli coltivati». Per quanto riguarda la raccolta dei prodotti cerealicoli, si specifica che «dovranno essere stoccati separatamente dagli altri in attesa di accertamenti con l'adozione di relativi provvedimenti». Sospeso anche, fino a nuovo ordine, «il pascolo degli animali nonché l'utilizzo di foraggi per alimentazione animale proveniente dall'area interessata». Provvedimenti meno restrittivi, emessi in via cautelativa, anche per i Comuni limitrofi, a partire da Belgioioso, Chignolo, Villanterio. Preoccupazione e vetri chiusi nei minuscoli centri abitati alle spalle del capannone andato in fiamme, a Cascina San Giuseppe (frazione di Inverno e Monteleone) e Cascina Cravera (località di Corteolona e Genzone). Proprio qui abita la famiglia Raschioni. «La notte scorsa l'odore era fortissimo - dicono Mario e Matteo -. Abbiamo dovuto tenere le finestre chiuse fino all'alba. Ma già nel pomeriggio avevamo iniziato a sentire un odore acre, non sapevamo cosa fosse successo. Poi ce lo hanno detto i carabinieri, consigliandoci appunto di non uscire». Ieri mattina, nel cortile della loro abitazione, Arpa ha installato una centralina. Per terra sono ancora visibili pezzi di quella che sembra plastica bruciata. «Ho visto qualche minuto prima di avvertire la forte puzza di bruciato uno stormo di uccelli volare via, in direzione Sud - dice invece Enrico Piva, agricoltore -. Evidentemente avevano fiutato prima che c'era qualcosa di strano nell'aria». In mattinata il vento ha cambiato direzione, soffiando verso Sud. «Infatti il forte odore è diminuito nelle ore seguenti - spiegano ancora Mario e Matteo Raschioni -. Ma dipende un po' da dove tira il vento». Preoccupati? I residenti alzano le spalle. «In casa abbiamo i doppi vetri, anche nel momento peggiore non abbiamo sinceramente sentito nulla». Nell'orto le uniche verdure presenti in questo periodo sono le verze: «Per fortuna in inverno non viene seminato nulla, quindi problemi non ce sono». Spaventatissima un'anziana che vive invece alla frazione San Giuseppe. Apre appena la porta, allunga quanto basta la testa per vedere chi è. Il viso è coperto da una sciarpa: «I carabinieri hanno detto di non uscire di casa e respirare l'aria» sono le sue uniche parole prima di richiudere frettolosamente l'uscio e sparire. (Ha collaborato Flavia Myriam Mazza)