Il "Piave mormorava" secondo Tullio Scolè

«Il mio cuore è con te in trincea. E quando sentirai il Piave mormorare, ricordati che quei borbottii saranno il rumore dei miei baci che invierò, dalla mia bocca alla tua». L'innamorata scrive una lettera piena d'amore al fidanzato in guerra: è speranzosa, perché pensa che le sue parole possano fare in qualche modo da scudo contro l'orrore del conflitto. Ma il fidanzato non leggerà la sua lettera: morirà proprio sul Piave, nel giugno del 1918, per mano dei soldati dell'impero austro-ungarico. «Per ironia della sorte, ho letto io l'epistola della ragazza», racconta Tullio Scolè, vogherese appassionato di storia e regista del documentario "Il Piave mormorava", che verrà proiettato venerdì 12 gennaio, alle 10, all'istituto Calvi Maragliano di Voghera. «L'ho trovata tra le carte dell'archivio del Ministero delle Poste, a Roma - prosegue Scolè - e mi ha dato un colpo al cuore, portandomi ad immaginare il dolore della fanciulla nel momento in cui doveva avere scoperto che in realtà era innamorata di un morto. Da quella struggente lettera, quindi, ho deciso di realizzare il mio docufilm sulla Prima guerra mondiale, pretesto per celebrarne il centenario». Il video, della durata di mezz'ora, è un omaggio ai caduti del '15-'18. Descrive l'epopea di milioni di soldati italiani chiamati alle armi il 24 maggio del 1915: contadini, operai, artisti, intellettuali, i quali, tutti insieme, riescono a dare uno spaccato dell'intera società che visse il primo grande momento di unità nazionale. «Ho ricostruito fedelmente i fatti storici, romanzandoli un poco - chiarisce il regista - Mi sono concentrato nel narrare la mentalità italiana di Caporetto, dei giovani del 1899 chiamati alle armi, i quali andavano al fronte con un entusiasmo risorgimentale non indifferente. Poi, ho inserito come colonna sonora anche la canzone del Piave, uno dei più celebri brani patriottici nostrani, scritto nel 1918 da Ermete Giovanni Gaeta, brano che per un breve periodo, nel 1943, venne addirittura adottato come inno nazionale al posto dell'Inno di Mameli». Aggiunge Scolé: «"Il Piave mormorava" è un documentario che sta facendo il giro d'Italia, usando come canali le scuole e i circoli culturali. Ha un esplicito intento didattico, ma pure cerca di smuovere gli animi a ricordare la fede dei nostri caduti nell'Italia come nazione». (g. cur.)