Sito in tilt e nuovi volti 5 Stelle a caccia di big

di Gabriella Cerami wROMALa carica dei candidati alle "parlamentarie" M5S, cioè alla selezione per scegliere chi andrà a formare le liste pentastellate, è deducibile dal fatto che la piattaforma Rousseau è andata in tilt per i troppi accessi e il termine per le autocandidature è slittato di qualche ora. Il movimento, da parte sua, grida al «successo», ma non si stemperano le polemiche sulle accuse di violazione alla privacy per le procedure sollevate dal Garante. Sta di fatto che ormai il tempo è scaduto, ma non si esclude una pioggia di ricorsi da parte di chi avrebbe voluto e non c'è riuscito, anche a causa della creazione della nuova associazione. Comunque sia bisognerà aspettare almeno due settimane prima di conoscere ufficialmente i nomi dei partecipanti alle "parlamentarie", che si disputeranno a metà mese, anche se già i primi nomi iniziano a circolare. Quasi tutti gli attuali deputati e senatori si ripresenteranno e a questi si aggiungeranno i volti nuovi, quelli della società civile, molti dei quali scelti direttamente da Luigi Di Maio e posizionati nei collegi uninominali. Intanto il blog, in pieno caos e con difficoltà a garantire l'accesso, ieri scriveva: «Le autocandidature per le parlamentarie sono un successo. Tantissime persone stanno partecipando a questa prova di democrazia del Movimento 5 Stelle, unica forza politica che si apre alle persone di buona volontà e le fa votare dai suoi iscritti e non dai capi di partito». E così Di Maio rivendica che «noi liste bloccate non le facciamo decidendolo nelle segrete stanze del partito, ma le facciamo con consultazioni pubbliche», e conferma che si candiderà anche nel collegio uninominale. Insieme a lui nei collegi uninominali si candideranno anche nomi provenienti dalla società civile, dopo la svolta che ha aperto le porte anche ai non iscritti. Tra i nomi che circolano in queste ore ci sono quelli di Gianluigi Paragone ed Emilio Carelli, due volti televisivi che negli ultimi tempi si sono avvicinati al Movimento. Soprattutto il primo che ha intervistato Luigi Di Maio sul palco di Italia 5 Stelle a Rimini appena nominato capo politico e candidato premier. Insieme a loro, tra i volti nuovi, in Emilia Romagna, c'è quello di Marco Montanari, osservatore per l'Ocse e l'Unione Europea, consulente della Farnesina, capo delegazione di missioni in Georgia e in Afghanistan, e attualmente consigliere politico della missione Ue in Niger. E poi ancora, da tempo dichiaratamente vicini ai pentastellati, nella corsa verso la Camera e il Senato ci sono Elio Lannutti, già parlamentare con Italia dei Valori nella sedicesima legislatura, e l'attrice Claudia Federica Petrella, attivista da qualche anno. Questi sono per adesso i nomi che circolano, quelli che arrivano dalla società civile e in quanto volti nuovi dovrebbero essere i portatori di voti nei collegi insieme ai big pentastellati, tra cui Luigi Di Maio. I vertici però vorrebbero tenere ancora le carte coperte. Scaduto il tempo per presentare la candidatura, alla fine è stata fatta una corsa contro il tempo e contro un sistema in tilt tra le proteste degli attivisti, Di Maio, Davide Casaleggio e Beppe Grillo passeranno alla scrematura dei nomi poiché è a loro che spetta l'ultima parola sull'ammissibilità o meno dei candidati. Per conoscere i numeri e soprattutto i nomi bisognerà aspettare due settimane, cioè il momento delle parlamentarie, solo allora saranno resi noti i concorrenti che potrebbero essere anche diecimila. Nel frattempo i vertici cercheranno altri nomi della società civile da piazzare nei collegi. Nomi forti poiché l'obiettivo è il 40% per riuscire a governare da soli. Ma lo stesso Di Maio sa che è impossibile, dunque ecco l'altra svolta pentastellata insieme a quella dei candidati civici: «Faremo un appello a tutte le forze politiche - ha ribadito Di Maio - perché convergano su delle priorità per il Paese». In una parola "alleanze". ©RIPRODUZIONE RISERVATA