Addio a Imposimato seguì il caso Moro e l'attentato al Papa
di Gabriele RizzardiwROMAFerdinando Imposimato è morto ieri mattina al Policlinico Gemelli di Roma, dove era stato ricoverato d'urgenza il 31 dicembre nel reparto di rianimazione. Era nato a Maddaloni (Caserta) il 9 aprile 1936. Nella sua lunga carriera di magistrato, Imposimato è stato giudice istruttore di alcuni tra i più importanti processi di terrorismo, come quello per il caso Moro e quello per l'attentato a papa Wojtyla. Tra i casi di cui si era occupato, anche l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Nella sua carriera di magistrato si era occupato anche di criminalità organizzata, impegno pagato a caro prezzo: nel 1983 suo fratello era stato ucciso per una vendetta trasversale dalla camorra. Imposimato è stato anche tra i protagonisti della politica. Nel 1987 entrò in Senato come indipendente di sinistra nelle liste del Pci, nel 1992 fu eletto deputato e poi nel 1994 nuovamente senatore. Come parlamentare fece parte della commissione Antimafia. Più tardi rientrò in magistratura, giudice in Cassazione, dove venne nominato Presidente onorario aggiunto. Ma la passione politica lo ha portato negli ultimi anni ad accostarsi al movimento di Beppe Grillo, che nel 2013 e nel 2015 lo inserì nella rosa di nomi indicati per l'elezione a presidente della Repubblica: dopo Mattarella, fu il più votato con 127 preferenze e anche il Pd applaudì al risultato. Molti i libri firmati dal magistrato sul terrorismo e sulle stragi. In particolare, Imposimato riteneva che esistesse un filo rosso che univa tutta una serie di delitti politici avvenuti in Italia, a partire dalla strage di Portella della Ginestra per arrivare agli omicidi di Falcone e Borsellino. Aveva puntato il dito contro i servizi segreti stranieri, ma le sue tesi, tra cui quella di un coinvolgimento degli Stati Uniti nel caso Moro, non avevano trovato riscontro. Tra le "verità alternative" alle quali aveva dato voce, anche quella che Washington conoscesse in anticipo i piani di Al Quaeda per distruggere le torri gemelle, ma non avrebbe fatto nulla per impedire la strage. Per il magistrato, inoltre, il gruppo Bilderberg avrebbe avuto un ruolo di rilievo nella strategia della tensione italiana, in particolare quello di mandante degli attentati. I funerali di Imposimato si svolgeranno domani nella chiesa Mater Ecclesiae, nel quartiere romano del Torrino. Molti i messaggi di cordoglio. «Dolore per la scomparsa di un uomo di legge e parlamentare che ha dedicato la sua vita alla lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata» dice la presidente della Camera, Laura Boldrini. «Nel suo lavoro di magistrato ha pagato duramente il suo contrasto alla criminalità organizzata» aggiunge Gero Grassi (Pd). «Un grande esempio morale e politico» puntualizza Stefano Fassina (Si). I 5 Stelle sono i più dispiaciuti. «Con Ferdinando Imposimato non sparisce soltanto un magistrato integerrimo e un grande giurista, ma anche una persona splendida, di grande umanità e sensibilità. Per tutto il M5S sono momenti di enorme dolore» si legge in una nota. Cordoglio anche da Luigi Di Maio («Grande tristezza, ci mancherà tanto»), dalla sindaca di Roma Virginia Raggi («Grande giudice, uomo di cultura e di profonda umanità») e da quella di Torino Chiara Appendino: «Ci lascia un uomo che ha incarnato nella maniera più compiuta il valore delle istituzioni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA