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Lo hanno già ribattezzato il Capodanno d'Italia. Per la questura è l'evento da tenere sotto controllo, visto l'annunciato afflusso di persone, per la discoteca Le Rotonde che l'organizza è la feste delle feste, per centinaia di appassionati di disco music è un motivo per sobbarcarsi chilometri in treno, auto e pullman per arrivare da tutto il Nord Italia e oltre. È la serata in cui Gigi D'Agostino, il principe dei deejay italiani, sarà in consolle dalle 21 fino a mattina. Non è la prima volta che Gigi Dag (questo uno dei suoi innumerevoli pseudonimi) approda alle Rotonde, che secondo alcuni giornalisti sono per lui quello che Campo Volo è per Luciano Ligabue. Su internet ci sono i biglietti in prevendita e la discoteca ha previsto una serie di servizi che vanno dalla notte in hotel fino al trasporto su pullman che partono da varie zone. Un po' quello che succede a Campo Volo a Reggio Emilia per Ligabue e a Modena per Vasco Rossi. D'Agostino, che da poco ha compiuto i 50 anni, è uno dei pochi idoli transgenerazionali che la musica da discoteca (genere in cui la novità esce con cadenza semestrale) può vantare. Quando ha iniziato c'erano ancora i vinili, oggi è scaricato in tutto il pianeta. E se l'amico-nemico Gabri Ponte si permette di ironizzare sui giovani d'oggi cantando "Che ne sanno i 2000", lui non ha nemmeno la facoltà di farlo perché i giovani d'oggi (nati nel 2000 e anche dopo) di lui "ne sanno" e tanto. Domani sera nella pista (anzi nelle cinque piste del locale garlaschese) ci saranno i 2000, ma anche '90 e gli '80 tutti a ballare sulla musica di quello che è senza dubbio il più innovativo dei dee jay italiani. La sua è una parabola iniziata a metà degli anni '80, quando a Torino nella sua città d'origine comincia a lavorare come disck jockey in alcuni locali.L'Italia è in piena crescita economica, la musica commerciale è monopolizzata da Claudio Cecchetto, che lancia sul mercato Jovanotti, primo esempio di rapper nostrano. A poco a poco però i suoni ovattati della disco anni '80 lasciano il passo a nuove sonorità. Con il nuovo decennio torna il rock delle chitarre violente (Nirvana e Green Day), e nelle discoteche si afferma un genere ipnotico e duro, la techno, che per tutti è l'unz unz. Il nuovo decennio inizia con una piccola crisi economica e passa la voglia di divertirsi, di canzoni d'amore e musica soffusa. Le grandi città diventano mete lontane, si torna a ballare sugli autopista e al pomeriggio nelle disco di periferia. Tra Kobain e l'elettronica tedesca insomma c'è poco da stare allegri. Ma qualcosa sta cambiando e l'Italia nel giro di pochi anni tornerà in sella nel mondo della musica elettronica. Nel 1999 Gigi D'Agostino pubblica un disco che si intitola "L'amour tojours" riportando in auge un tema che fino poco tempo prima sembrava scomparso: l'amore. La musica è più melodica, spensierata e nel 2001, se qualcuno non avesse capito bene il messaggio, arriva "Super". Se fino a pochi anni prima il leit motiv era "Einz zwei polizei", che portava con sé un che di marziale e sapeva un po' di muro di Berlino, adesso i bassi delle discoteche sono sovrastati dal ritornello "Un, deux, trois, tararì comme ci comme ca", cantato a squarciagola dai ragazzi. Gigi D'Agostino e Albertino sono famosi, la loro disco mediterranea e il genere inventato da Gigi, "lento violento", girano i locali di tutta Europa e Gigi Dag con il suo cappellino da marinaio comincia a salire in consolle ovunque, portando con sé un gruppo di musicisti che danno l'effetto di un concerto rock. I remix di celebri canzoni italiane vanno forte e nelle discoteche si torna a cantare in coro e a ballare in gruppo. Si vola verso il 2000, l'Europaha la moneta unica e per i giovani di quel periodo è un po' più vicina anche grazie a lui, perché sulle piste da ballo di Ibiza e di Berlino ci si sente un po' meno soli, grazie anche a quel tararì e tararà. La sua produzione intanto non si ferma.È una macchina da musica, ma soprattutto di musica live. Perché la sua fama (tre milioni di mi piace su facebook più di Ligabue e Vasco) cresce grazie ai live in tutta Italia. Lui non si ritira a fare il produttore e non diventa direttore di una radio, non vira verso la sperimentazione, ma continua a calcare i palchi delle discoteche e dei club, osannato da schiere di ragazzi sempre più giovani. Nascono leggende come quella che dice che arrivi in elicottero ogni volta, ma anche pesanti critiche. Il successo con un ritornelli e jingle accattivanti non piace a tanti. Così diventa viene bollato come "commerciale" o "idolo dei tamarri", ma lui nelle poche interviste ringrazia e si gode la fama. La televisione quasi non si accorge di questo fenomeno, ma i ragazzi sempre più giovani invece non lo mollano. Anzi ogni sua serata in discoteca è sold out e lui arriva per primo e va via per ultimo, senza tirarsela da star. Così quando annuncia l'uscita del suo ultimo disco, pochi giorni fa, sul suo profilo facebook cominciano ad arrivare i complimenti anche di chi oggi ha raggiunto il traguardo dei cinquant'anni e confessa senza problemi di aver tramesso la passione per la musica di Gigi Dag ai propri figli. Andrea Ballone