Bus in corso Cavour ci sono le politiche e il referendum slitta
di Fabrizio Merliw PAVIAReferendum per ripristinare la linea 3 dei bus in corso Cavour: l'indizione delle elezioni politiche per il 4 marzo lo fa slittare avanti di almeno due mesi. A darne notizia, ieri, il Comune con un comunicato stampa. «Prendendo atto della decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella - si legge nella nota - di sciogliere le Camere nella seduta di ieri 28 dicembre e, dal momento che il Consiglio dei Ministri ha proposto al Capo dello Stato la data di domenica 4 marzo 2018 per le elezioni di Camera e Senato, il referendum consultivo cittadino già previsto per domenica 21 gennaio 2018 sul quesito ""Volete voi che sia riaperto Corso Cavour al passaggio dei mezzi del trasporto pubblico urbano?" non avrà luogo nella data sopraindicata a causa dell'ipotesi prevista dall'articolo 10 del regolamento comunale per il referendum consultivo».«L'articolo 10 infatti recita: "Il referendum non può essere tenuto nei due mesi antecedenti e successivi alla data delle elezioni politiche, amministrative, del Parlamento Europeo nonché di referendum statali nelle quali il Comune è interessato".Una nuova data per il referendum consultivo cittadino sarà successivamente fissata». A questo punto, l'unica certezza è che prima del 5 maggio 2018, la consultazione non si potrà fare. Per l'amministrazione guidata da Massimo Depaoli, graniticamente schierata a difesa del corso pedonalizzato, una notizia dal sapore politicamente positivo. Il referendum, pur non avendo natura vincolante rispetto alle decisioni della giunta, rischia di trasformarsi in una sorta di "giudizio anticipato" sull'operato dell'amministrazione, limitato, tuttavia, alla singola decisione viabilistica. E, considerazioni politiche a parte, l'amministrazione è convinta che chiudere un tratto di corso Cavour costituisca veramentre un passo verso una città più vivibile e una misura di contrasto alla concentrazione delle polveri sottili.Decisamente meno positivo è l'annuncio per il comitato che ha lavorato mesi e mesi per la raccolta delle 3mila firme necessarie per chiedere l'indizione della consultazione popolare.La portavoce, Cettina Panzera, in occasione di un confronto faccia a faccia con il sindaco Depaoli che si era tenuto nella sala conferenze della Provincia Pavese, aveva detto: «C'è un mondo di persone per cui lo spostamento anche di 300 metri a piedi è problematico, per esempio gli anziani. Molti di loro sono venuti a firmare in lacrime, si sono sentiti esclusi dal servizio»In ballo ci sono i tempi di percorrenza della tratta est-ovest, allungati secondo il comitato, ma pure il raggiungimento di una parte del centro storico, isolato dopo lo spostamento della linea. E a far cambiare idea al comitato non è bastata l'istituzione di un servizio navetta con due mezzi che percorrono, ogni giorno, il tratto compreso tra le mura spagnole e piazzale Oberdan, "costeggiando" corso Cavour per un lungo tratto nelle vie parallele.