Bollette e pedaggi, arriva la stangata
ROMA La macchina della pubblica amministrazione non si è fermata, dopo la firma dell'intesa sul rinnovo del contratto per 240mila statali il lavoro è proseguito a ritmo serrato. E sono ormai pronti anche i conti sugli arretrati, l'una tantum che potrebbe finire già nelle buste paga di febbraio. Si va dai 370 euro della fascia retributiva più bassa ai 712 di quella più alta. D'altra parte c'è da coprire tutto il triennio che arriva fino al 2018. In tutto il gruzzolo che dovrebbe rendere "large" lo stipendio in questione ingloba le spettanze di due anni e due mesi, visto che lo scatto contrattuale, i già noti 85 euro, parte a regime da marzo. Intanto l'Aran, l'agenzia che ha negoziato per la ministra Madia, ha spedito a palazzo Vidoni, sede della Funzione pubblica, la relazione tecnica, bruciando le tappe (ha speso tre giorni invece dei dieci a disposizione). Ora la palla ripassa al Governo, che dopo il parere della Ragioneria generale, deve dare il suo via libera all'accordo raggiunto la scorsa settimana con i sindacati. Semaforo verde che sarà acceso, se tutto fila liscio, nel primo Consiglio dei ministri utile. Non è però ancora finita, la trafila burocratica prevede anche il pronunciamento della Corte dei Conti. Senza intoppi però si potrebbe anche chiudere tutto a fine gennaio, con la sottoscrizione definitiva del contratto. Un calendario che permetterebbe al Tesoro di preparare i cedolini "rinforzati" per il mese di febbraio, completando tutto il complicato iter prima della scadenza dell'esecutivo, in carica fino al 4 marzo, la data delle nuove elezioni. Tecnicamente è quindi possibile, altrimenti, se alcune fasi dovessero richiedere più tempo, si sbloccherebbe tutto alla fine di marzo. E a quel punto la busta paga diventerebbe "extra large" con arretrati, primo incremento contrattuale e bonus per le fasce basse. L'aumento cumulato lordo, inglobando tutto, andrebbe dai 454 agli 829 euro. Di certo per la fine del 2018 l'incasso dovuto al rinnovo sarà di 1.273 per il gradino inferiore della scala retributiva per salire ai 1.999 euro della cima. «Un risultato positivo e apprezzabile, sapendo da quale ristrettezza economica si partiva», dice Franco Martini, Cgil. Di sicuro «gli arretrati rappresentano la parte più importante del rinnovo», sottolinea Ignazio Ganga, Cisl. Anche la Uil non esclude che si possa fare in tempo per febbraio. Fin qui la partita che riguarda gli statali in senso stretto ma ci sono altri tre contratti da riscrivere. Anche in questi casi si tenta lo sprint, già per il 2 gennaio i sindacati sono stati convocati all'Aran per il comparto della conoscenza, in cui rientra la scuola. Un capitolo pesante, che tocca oltre un milione di persone, tra prof, ricercatori, bidelli. Poi ci sono la sanità e gli enti locali. Si cercherà di replicare il format utilizzato per gli statali. Per l'8 gennaio è in programma anche il tavolo dedicato ai vigili del fuoco, il giorno dopo sarà la volta delle forze dell'ordine.