Senza Titolo
«Nonostante gli acciacchi, le tossi, le influenze, i dolori "areonautici", le tonsille infiammate, l'arterio scoliosi, la natura che brucia, l'osteo evaporosi, l'epatite virile, io e la Sciura Pina vi aspettiamo in Broletto». Francesco Mastrandrea, attore e comico pavese di origini siciliane (non un dettaglio per uno che ha creato un personaggio che si chiama "Sciura Pina") annuncia così l'appuntamento di oggi pomeriggio in Broletto (ufficio InfoPoint, via del Comune 18, ore 16.15, ingresso libero), nuova tappa del "Sciura Pina Social Tour", che celebra il suo personaggio ormai mitico, tutta bigodini, ciabatte di pezza e pastiglie per la pressione. «L'idea è quella di uno scambio di auguri di Natale tra amici, con il ritorno in campo della Sciura Pina, il mio alter ego in versione femminile, al punto che certe volte non so più bene nemmeno dove finisce lei e dove comincio io - dice Francesco Mastrandrea, attore noto e molto amato dal pubblico pavese, già al fianco di altri grandi artisti pavesi, per nascita o per adozione, come Silvio Negroni dei Fiö dla Nebia e lo scrittore Andrea Valente - Non sarà un vero e proprio spettacolo, perché lo spazio non lo consente, ma piuttosto una conversazione in stile stand up comedy, ripercorrendo origini, abitudini e caratteristiche della Sciura Pina, partendo dai due libri e attraverso il suo mondo». All'origine, motivi linguistici. «Io, che sono nato a Pavia negli anni Sessanta ma sono figlio di immigrati siciliani, ero abituato a un dialetto che tende a drammatizzare tutto e quando uscivo sul pianerottolo e sentivo le signore che parlavano in dialetto pavese rimanevo affascinato. Passavo dalle stilettate siciliane, dai suoni duri e imperativi, alle ondulazioni pavesi. Mi ci sono appassionato e ho realizzato che dietro a questo modo di parlare esisteva tutto un mondo "pinesco", fatto di sciure Pine, sulle quali ho fatto le mie indagini storiche e sociologiche, per arrivare a mettere a punto una sorta di condensato». Il registro è comico, ma le ricerche di Mastrandrea in realtà si sono spinte nella letteratura (dove tracce di "pinismo" si ritrovano in Gozzano, nella Perpetua di Manzoni, nella balia shakespeariana di Giulietta, nelle sorelle Materassi), nella memoria familiare (le zie siciliane) e anche nella tradizione popolare delle nostre zone (storie dei cascinali). Il risultato è un'ex mondina, ex operaia di fabbrica, una donna d'altri tempi oggi inebetita di fronte ai cambiamenti vorticosi della società. «Nel presepe la Sciura Pina sarebbe la donna con le oche o con le galline - conclude Mastrandrea - Quella che guarda la Madonna e il bambinello e pensa "se era femmina era meglio"». (m. pizz.)