Inter, è una gara trappola «Noi sempre sull'attenti»

In Spagna tremano: le Furie Rosse rischiano di perdere il Mondiale in Russia. Il motivo? La richiesta di nuove elezioni per la presidenza della Federcalcio iberica, avanzata dal Consiglio Superiore dello Sport e che la Fifa ha letto come un'indebita interferenza del Governo nell' autonomia della Rfef e in violazione del suo statuto. A far esplodere il caso è l'autorevole "El Pais" che ha fatto sapere che la federazione iberica ha ricevuto una lettera dalla Fifa in cui è spiegato che l'ingerenza potrebbe portare alla sospensione della Rfef come membro associato Fifa e, di conseguenza, all'esclusione dalle competizioni.MILANO«Noi dobbiamo tirare più a lungo possibile, il gruppetto di testa è ritto sui pedali sin dall'inizio e sembra non esserci spazio per rifiatare». Alla vigilia del match con l'Udinese utilizza una metafora ciclistica Luciano Spalletti, parlando dell'atteggiamento da tenere nel proseguo di una stagione segnata, fino a questo momento, da una lotta scudetto serratissima. Dopo 16 giornate i nerazzurri sono al comando, ma il tecnico è consapevole che ogni calo di tensione non verrà perdonato. «È stato un girone d'andata tutto in volata, bisogna andare avanti», ha spiegato il tecnico richiamando l'hashtag di riferimento. «Il "senza tregua" è ancora lì che ci deve trainare, la lotta è di livello e per il momento equilibrata. Vogliamo fare più punti possibile in questo girone, non dobbiamo farci trarre in confusione e dobbiamo evitare i tranelli giudicando le partite differenti. C'è da stare svegli sempre». E davanti a chi gli chiede su possibili richieste di rinforzi in vista di gennaio, Spalletti predica prudenza: «Bisogna fare attenzione, fino a che la società non presenterà le sue vere intenzioni su come agire in questo mercato, dovremo fare tutti un po' di silenzio, perché le aspettative che si sono create prima del campionato, la sfiducia per quello che è venuto fuori in base ai nomi che avevamo fatto, non fa bene ai tifosi, ai calciatori che hanno pedalato forte fino qui, all'Inter e soprattutto ai risultati». Sui nomi il tecnico si è rifugiato nell'ironia: «Se mi chiedete chi voglio, dico Ramos, Iniesta e Sanchez. Tra Chiesa e Berardi? Scelgo Candreva. Bisogna rispettare - ha poi puntualizzato - i giocatori che hanno portato l'Inter in testa alla classifica». Oggi l'ostacolo si chiama Udinese, rilanciata dalla cura del tecnico Oddo. «Un allenatore che conosco bene, un ragazzo sveglio». Poi una battuta: «Anche il colore delle maglie è un'insidia, è bianconero...». Attenzione a Kevin Lasagna: l'attaccante segnò il suo primo gol in A proprio all'Inter (era al Carpi). Può essere lui lo spauracchio dei nerazzurri.