Appelli e mozioni, levata di scudi nei paesi

PAVIA Nelle ultime due settimane, cioè da quando l'Ats ha comunicato l'intenzione di ridurre da 14 a 10 le sedi della guardia medica in provincia, c'è stata una sollevazione popolare nei Comuni destinati a perdere il servizio: Casteggio, Chignolo, Robbio, Sannazzaro, S. Maria della Versa e Siziano. I contestatori hanno ottenuto l'appoggio dei paesi confinanti, che fanno riferimento allo stesso servizio. I sindaci della zona di Sannazzaro vogliono portare nei propri consigli comunali mozioni per chiedere all'Ats di non chiudere gli ambulatori. A Siziano è stata chiesta la convocazione di un'assemblea pubblica. «Siziano ha già perso il servizio infermieristico, ostetrico-ginecologico e l'ambulatorio vaccinale anche per l'infanzia, con evidenti disagi per i cittadini - spiega la capogruppo dell'opposizione Rita Cavani -. Se chiudesse la guardia medica, bisognerebbe percorrere parecchia strada alla ricerca dell'ambulatorio più vicino. Si allungherebbero anche i tempi di attesa per la visita domiciliare, dovendo aspettare l'arrivo di un medico da diversi chilometri di distanza».Secondo Maurizio Ordali, sindaco di Santa Maria della Versa, lo spostamento della guardia medica a Stradella sarebbe un danno grave per alcune impervie frazioni dell'alta valle. «Non bisogna limitarsi a Ruino, Canevino o Volpara, ma andare a vedere dove si trovano le piccole frazioni di questi Comuni». In valle Versa è stata promossa una raccolta firme in sette Comuni (Santa Maria della Versa, Montecalvo Versiggia, Golferenzo, Volpara, Canevino, Ruino, Rovescala). «Il consiglio di rappresentanza dei sindaci in Ats, di cui sono presidente - dice Antonio Riviezzi, sindaco di Broni - è stato contattato dagli amministratori dei paesi che potrebbero perdere la guardia medica. Ci chiedono un incontro con i dirigenti Ats, noi abbiamo invitato la Ats ad aprire un confronto con le comunità interessate dalla riforma. Auspico che tra dicembre e gennaio si possa trovare una soluzione che metta tutti d'accordo». Critico anche il sindaco di Chignolo Riccardo Cremaschi: «La nostra guardia medica è nella sede nuova della Croce Azzurra, dove non ci sono problemi di sicurezza per il medico, perché non sta mai da solo - dice -. Questo è un territorio molto vasto, con cascine e case sparse nelle campagne. Ritengo che per un medico sarebbe molto più pericoloso percorrere da solo tutti questi chilometri con la propria auto che restare nella sede attuale». Per Roberto Zucca, sindaco di Sannazzaro, il taglio della guardia medica nel Comune della raffineria «sarebbe un grave errore perché ogni anno ci sono centinaia di persone che vengono a lavorare per Eni da altre città e che hanno bisogno di un punto di riferimento sanitario, perché non sono vicini al loro medico di famiglia». A Robbio maggioranza e opposizioni concordano sulla necessità di convocare un consiglio aperto.