Una questione tanto evidente anche per noi

Siamo nati entrambi in Italia, figli di famiglie da sempre italiane, ma anche secondo noi lo ius soli è un diritto basilare. Cresciuti in un paese dove i partiti pensano più ai voti che alle persone, ci sentiamo in dovere di difendere i nostri compagni di classe e amici che non hanno la cittadinanza perché originari di altri stati lontanissimi dalla loro vera casa, che è qui. Quando siamo venuti a sapere della loro situazione siamo rimasti sbigottiti, perché li consideriamo nostri pari sotto ogni aspetto: non avremmo mai pensato di doverli definire stranieri. C'è chi pensa che, attuando lo ius soli, si creerebbe un'ondata di forestieri verso l'Italia e che, quindi, come prima conseguenza, le opportunità di lavoro, già limitate, diminuirebbe drasticamente. Ma perché dovrebbero venire proprio qui, più di quanto lo facciano ora? Sono molti gli stati europei ad offrire condizioni economiche più floride delle nostre. Potendo scegliere, non pensiamo che una persona porrebbe l'Italia tra le sue prime mete solo perché attirata dalla concessione della cittadinanza. Il governo non può non affrontare la questione, non può deludere i suoi cittadini e tanto meno permettersi di perderne dei potenziali.Roberta Basile e Pietro Reali2ª DLS Cardano, Pavia