Notti al freddo, per Francesca non c'è posto al dormitorio
PAVIAFrancesca ha 39 anni e sulla pelle tutti i segni di una vita ai margini. Eroina, figli tolti, cure al Sert per uscire dal vortice della droga, sfratti, violenze. L'alcol come compagno fedele. Ora dovrà tornare in strada mentre le temperature scendono sotto zero. «Aiutiamo gli animali in inverno e lasciamo una donna a dormire per strada perché non ci sono abbastanza dormitori femminili e lei beve?» chiede Pietro Ferrari, ex presidente dell'associazione Aiutiamoci che ha incontrato la donna quando era ospitata da due persone di cui è amministratore di sostegno. «Viveva con altri tre in 35 metri quadri in una casa popolare - spiega - I due assegnatari avevano deciso di ospitarla». Una sera, non le hanno più aperto, e lei ha cominciato a dormire in stazione, nei giardini. È stata aggredita perché, racconta, «c'è sempre qualcuno che pensa di trovare qualcosa da rubare e se sei donna è peggio». Poi Caritas e servizi le hanno trovato un posto al dormitorio di Voghera: di mattina va al Sert per il metadone e il medico, poi all'autostazione dove trova gli "amici" e il padre dei suoi figli, Aldo, che problemi di salute. Ora deve lasciare il posto in dormitorio. «Ho chiesto ai servizi sociali di accoglierla provvisoriamente al S. Francesco - spiega Ferrari nominato amministratore di sostegno - ma il Comune, per intervenire, vuole che si faccia curare. Sarebbe meglio, ma nel frattempo la lasciamo morire di freddo?». Francesca che mangia una volta al giorno dai frati di Canepanova e si fa la doccia al dormitorio («per calmarmi», racconta) ha paura di tornare in strada, ma il posto in dormitorio più vicino è a Parma, o Novi Ligure: «Non posso lasciare Aldo, ha bisogno», dice Francesca. E Ferrari affonda: «C'è una decisione del giudice tutelare che obbliga il Comune a garantire un ricovero temporaneo a Francesca». (a.gh.)