Bancarotta Pro.Car, arrestato Cigagna

di Roberto LodigianiwVOGHERAQuando l'hanno fermato e gli hanno chiesto i documenti, durante un banale controllo stradale, i carabinieri di Tortona si sono resi conto che l'uomo alla guida dell'auto era un latitante ricercato dalla giustizia. Così è finito in manette Antonio Cigagna, 58 anni, residente in via Bellavista a Voghera. Deve scontare 5 anni e 5 mesi di carcere per bancarotta fraudolenta e truffa, reati legati al caso Pro.Car, la concessionaria di via Piacenza (fallita nel 2006), di cui era amministratore unico. Cigagna, capendo di essere ormai in trappola, non ha opposto resistenza all'arresto.L'ordine di carcerazione, che lo inseguiva da tempo, è l'esito finale della vicenda giudiziaria che ha travolto lui e gli altri soci dell'autosalone alla periferia est della città. Una settantina, secondo le risultanze processuali, le vittime del raggiro architettato da Cigagna e dai suoi sodali, per una somma complessiva superiore al milione di euro. Per l'accusa, che ha retto al vaglio dei tre gradi di giudizio, almeno per quanto riguarda l'ex titolare, il marchingegno della truffa era relativamente semplice, ma efficace: Pro.Car offriva auto nuove, di svariate marche, a prezzi vantaggiosi e assolutamente competitivi sul mercato, mettendo i potenziali acquirenti in contatto diretto con le finanziarie per l'acquisto in leasing; i titolari della concessionaria vogherese si facevano quindi consegnare un acconto come garanzia dell'affare.Nei primi tempi, non ci sono stati problemi e la voce sui vantaggi della proposta commerciale si è sparsa in modo rapido, a Voghera e ben oltre, anche grazie a una tambureggiante campagna pubblicitaria. Poi, però, sono cominciati i guai: auto che venivano consegnate in ritardo, malgrado il regolare pagamento degli acconti, o non consegnate affatto. La lista dei clienti insoddisfatti e rimasti con un pugno di mosche in mano si è allungata sempre di più, e alle proteste e lamentele hanno presto fatto seguito le denunce penali. Antonio Cigagna non è stato l'unico a essere chiamato a rispondere per quella che i giudici hanno considerato una vera e propria associazione a delinquere (vedi box a fianco). E ora il cerchio si è stretto attorno a lui.(ha collab. P. Dellagiovanna)©RIPRODUZIONE RISERVATA