Ostetricia in emergenza, bloccate le ferie

di Donatella ZorzettowPAVIAQuasi 600 giorni di ferie da smaltire, più di 500 ore accantonate, turni impossibili e ferie sospese per il mese di dicembre: il reparto di Ostetricia, al Dea, vive giorni difficili. «Il problema di fondo è che mancano 12 ostetriche - sottolinea Susanna Cellari, dirigente sindacale Uil Fpl -. Per la precisione la carenza di personale si è verificata a causa della mancata sostituzione di 3 maternità, 3 aspettative, 1 mobilità, 2 dimissioni volontarie e 3 cessazioni di incarico. In totale, negli ultimi 8 mesi non sono state sostituite 12 ostetriche». Così capita anche che l'unica ostetrica di turno la notte in reparto debba correre in caso di emergenza in sala parto. Una situazione definita insostenibile, anche in considerazione della mole di lavoro che Ostetricia deve affrontare: quasi 2.000 parti all'anno e più di 7.500 accessi, sempre in un anno, al Pronto soccorso ostetrico; 28 posti letto accreditati in reparto, ma in realtà 32 occupati; tasso di saturazione del reparto al 90%. «Ci risulta che le ostetriche, sia della sala parto che del reparto, abbiano moltissimi giorni di ferie accantonati a causa delle frequenti sospensioni date dalla carenza cronica di personale: quasi 600 giorni di ferie ancora da smaltire e più di 500 ore messe da parte - conclude Cellari -. Infine è impossibile garantire il rispetto del turno europeo. I turni escono regolari in fase di programmazione, ma subito dopo subiscono continue variazioni e inserimenti del cosiddetto "mattino/notte" (l'infermiera lavora al mattino e dopo una breve pausa torna in servizio la notte stessa) al fine di garantire le presenze necessarie nelle 24 ore. Inoltre a dicembre sono stati sospesi tutti i periodi di ferie».Commenti allarmati sulla situazione che sta vivendo Ostetricia vengono anche da Patrizia Sturini, segretaria FP Cgil Pavia. «Ad oggi la situazione di Ostetricia, come del resto di altre realtà all'interno del San Matteo non ha trovato una risposta nell'adeguamento dell'organico - spiega Sturini -. Mancano ostetriche, che risultano assenti a vario titolo e non sostituite. Quindi il personale attualmente in organico, per rispondere alle esigenze del servizio, viene caricato di un turno aggiuntivo generando cosi parecchie ore straordinarie». «Manca anche personale di supporto, ossia operatori socio sanitari, che contribuirebbe a garantire assistenza - prosegue Sturini -. Non è possibile che, con i continui tagli operati sulle dotazioni organiche, Regione Lombardia non abbia preso in considerazione la ricaduta che ha generato sui nostri ospedali, chiamati a garantire sia la sicurezza dei lavoratori che un'adeguata assistenza alla cittadinanza, oggi assicurata grazie ai sacrifici di tutti i professionisti che operano al San Matteo».