Il dormitorio è al pronto soccorso

VIGEVANOLa sala d'attesa del Pronto Soccorso dell'ospedale come rifugio per i senzatetto. Le lamentele degli utenti si fanno sempre più insistenti anche perché, stando a quanto raccontano, chi dorme in sala d'attesa spesso è ubriaco e usa il bagno a disposizione degli utenti lasciandolo in cattive condizioni. «L'altra notte - racconta una vigevanese - ho dovuto portare mia figlia in Pronto Soccorso. C'erano alcuni senzatetto che dormivano distesi sulle sedie. Non è la prima volta che mi sono trovata davanti a questo scenario, così mi sono lamentata con il personale. Mi hanno risposto che non possono mandarli via ma che capiscono quanto, in queste situazioni, la situazione sia a dir poco insostenibile. I bagni sono inutilizzabili, l'aria è irrespirabile e le sedie rimaste, visto che ci si sdraiano letteralmente, sono poche». E ancora: «Mi hanno anche detto, ma non lo posso provare, che uno di questi fosse malato. Se ha usato il bagno a disposizione degli utenti, forse non è il caso che questa situazione continui senza una presa di posizione. Capisco che abbiano bisogno di aiuto, ma in città ci sono dormitori o comunque enti preposti all'accoglienza di chi non ha una casa. E poi, visto l'odore di alcool che emanavano, forse proprio senza soldi non sono». Secondo il personale dell'ospedale hanno lo stesso problema anche molti altri Pronto soccorso sul tutto il territorio nazionale. «Dovrebbero a questo punto intervenire i Servizi sociali - spiegano gli operatori sanitari - e dovrebbero indirizzare i senzatetto verso le strutture specifiche che esistono proprio per queste situazioni. I clochard arrivano poco prima di mezzanotte, in genere, si sdraiano sulle poltroncine della sala d'aspetto così come sono vestiti e si addormentano. Ogni tanto si svegliano, fanno un po' di baccano e poi si riaccovacciano. Per loro qui è un posto sicuro, difficilmente altri clochard cercano di rubare quel poco che sono riusciti a racimolare di giorno e comunque nessuno li potrebbe aggredire. Alcuni di loro ci hanno riferito che al dormitorio cittadino, come forse in tutti gli altri dormitori, non accettano persone con un tasso alcolemico elevato, o comunque alticce e forse è per questo che, alla fine, la sala d'attesa del Pronto Soccorso dell'ospedale è l'unico posto caldo in cui poter passare la notte». Aggiungono gli operatori del Pronto soccorso: «Detto questo, se da una parte accettiamo il fatto che le persone rimaste senza una casa cerchino un posto caldo dove rifugiarsi, soprattutto adesso che le temperature esterne sono notevolmente diminuite, scendendo di notte sotto lo zero, dall'altra parte ci rendiamo conto che l'utente che viene in Pronto Soccorso perché non sta bene, soffre o prova disagio nel trovarsi di fronte a questa situazione. Più volte infatti abbiamo chiesto l'intervento delle forze dell'ordine, ma non abbiamo ottenuto alcun risultato perché di fatto, queste persone, non passando la notte in sala d'aspetto non commettono nessun reato». Selvaggia Bovani