Blitz naziskin, 4 denunce È scontro tra Pd e Lega
di Fiammetta CupellarowROMAIdentificati nel giro di 48 ore grazie alla collaborazione degli uomini della Digos di tre province: Mantova, Brescia e Vicenza. Dopo l'irruzione nel centro pro migranti di Como, ieri sono arrivate le prime quattro denunce delle "teste rasare" per il reato di violenza privata. Ad agire martedì scorso nella sede dell'associazione "Como senza frontiere" un gruppo di tredici persone appartenenti al gruppo neofascista "Veneto Fronte Skinheads" con sede a Lonigo, in provincia di Vicenza. L'identificazione veloce è stata resa possibile anche grazie alla diffusione del filmato del blitz ripresa dai volontari impegnati nell'integrazione dei migranti e messo velocemente in rete. Si tratta di persone già note in ambienti neofascisti. Per tutta risposta, Giordano Caracino, leader del movimento autore dell'irruzione nella sede dell'associazione "Como senza frontiere" sfida le forze dell'ordine. Intervistato da «La Zanzara», ha affermato: «Lo rifaremo. Le denunce? Ce ne possono fare anche diecimila, non cambieremo di una virgola». Ma il pm di Como, Simona De Salvo sta anche cercando di capire come il gruppo di skinheads sia venuto a conoscenza della riunione e come sia nata l'idea del blitz. Da nord a sud, da Como ad Ostia, il ritorno dell'estrema destra xenofoba e omofoba legata a gruppi più o meno storici che cavalcano il disagio raccogliendo consenso, preoccupa le istituzioni e solleva nuove polemiche politiche. «Da tempo ho manifestato grandi preoccupazioni - ha aggiunto - perché fatti, parole e gesti che un tempo erano stati messi al bando, non tanto dalla legge quanto dal dibattito politico e dalla riprovazione sociale, sono progressivamente riemersi e si stanno sdoganando».Lo scontro politico. «La condanna sia unanime», è la netta posizione del segretario del Pd, Matteo Renzi ieri ad Asti. «Intimidazioni e provocazioni di segno fascistoide vanno respinti non solo dalla sinistra ma da tutta la comunità politica nazionale. Su questi temi - ha concluso - non si scherza». Ma è di nuovo scontro con il leader della Lega, Matteo Salvini: «Il problema dell'Italia è Renzi, non il fascismo che non può tornare - e aggiunge - ovvio che non si entra in casa d'altri non invitati e non è quello il modo di risolvere i problemi. Bene invece fanno i sindaci che con azioni concrete combattono l'invasione di immigrati». A lui risponde direttamente il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina: «Salvini riesce nell'impresa di difendere gli squadristi di Como invece di rendersi conto della necessità di combattere queste derive». E lancia una manifestazione per sabato 9 dicembre a Como contro l'intolleranza. Ma se il centrosinistra insorge, da Laura Boldrini a Nicola Fratoianni arriva la richiesta di una risposta coordinata contro l'emergere degli estremismi di destra, Giorgia Meloni leader di Fratelli d'Italia condanna, ma con distinguo. «È stato un atto di intimidazione e per me l'intimidazione è inaccettabile, ma trovo abbastanza ridicolo l'appello di Matteo Renzi, perché la violenza non è oggettivamente quello che ieri si è visto a Como». Ma tra liti nei partiti e distinguo, la magistratura prosegue le indagini, mentre è partita l'organizzazione per il corteo antirazzista. Como, città dell'irruzione degli skinheads diventerà per un giorno il simbolo della lotta alla violenza e l'integrazione.©RIPRODUZIONE RISERVATA