Differenziata, Pavia promossa col 65%

di Donatella ZorzettowPAVIAPavia fa decollare la raccolta differenziata chiudendo il 2017 al 65%, intanto la provincia arranca e si fa trainare dal capoluogo, fermandosi a un misero 48,3%, e generando non pochi malumori. «La provincia di Pavia è fortemente in ritardo - tuona il sindaco Massimo Depaoli -. Noi abbiamo trainato l'intero territorio, che però deve farsi carico dell'obiettivo da raggiungere: quel 65% previsto dalla legge che noi abbiamo centrato in un solo anno e mezzo con grande impegno di Asm».A dimostrarlo sono i dati raccolti da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nell'ultimo Rapporto rifiuti urbani, dati aggiornati al sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l'import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale. Quella che si presenta è una realtà a due facce. La prima, quella virtuosa, è rappresentata da Pavia città, che nel 2015 faceva una differenziata al 34,6%, cresciuta a fine 2016 al 53,5% e potenziata ulteriormente a dicembre 2017 al 65%. Un treno che marcia tuttora spedito, con Asm Pavia come locomotore che trascina verso l'alto anche gli altri 26 Comuni che serve, buona parte dei quali si è assestata sopra il 60% di differenziata, sino ad arrivare al top: Travacò Siccomario, Comune più virtuoso di tutti, ha raggiunto l'80,75%.La seconda faccia, meno confortante è quella mostrata, appunto, dalla provincia. Realtà che traduce una difficoltà di fondo ad attuare una politica dello smaltimento rifiuti rispettosa dell'ambiente. La maglia nera va Brallo di Pregola, con il suo 15,47%, ma anche città più grandi, come Vigevano e Voghera, arrancano: la prima ha chiuso il 2016 con il 46,34%, la seconda con il 33,56%. Da qui scaturiscono conseguenze evidenti. «Ad esempio il fatto che la provincia di Pavia sia sotto di 20 punti rispetto alla media lombarda (68,1%) - spiega Depaoli - , anche se grazie al miglioramento della città, e di qualche altro Comune, si è registrata una crescita del 10% in un anno. Pavia centrerà l'obiettivo del 65% nel 2017, primo anno con dodici mesi a pieno regime, anche se a marzo in centro è stato ridisegnato il sistema di raccolta differenziata e si stanno attivando azioni, sia di sensibilizzazione che repressive, per risolvere gli ultimi problemi».Intanto, a Corteolona l'inceneritore triplica e le discariche di amianto si trasferiscono proprio in provincia di Pavia. «Perchè la provincia va così male? Colpa delle aziende che gestiscono i rifiuti, ma soprattutto dei Comuni, perchè le aziende non fanno altro che tradurne in pratica gli indirizzi», conclude il sindaco di Pavia.Gli fa eco l'assessore all'Ecologia Ilaria Cristiani. «Abbiamo ottenuto un grande risultato sulla raccolta differenziata - sottolinea - perchè è stato raggiunto in un solo anno e mezzo, quindi in un tempo breve». E aggiunge: «Avendo fatto le cose così rapidamente sono rimaste sbavature, che però nel 2018 cercheremo di eliminare. Alcune situazioni vanno monitorate, mentre le fasce di popolazione che non fanno la raccolta differenziata come si dovrebbe vanno seguite. Il problema si registra soprattutto in centro, che paga il cambiamento degli orari della raccolta; la presenza di tanti esercizi commerciali, che producono più rifiuti; molte utenze singole anzichè condomini; problemi di decoro per i sacchetti esposti. Ma lavoreremo per migliorare anche questo».