E stasera per cena? Grigliata di grilli
Farine di grillo e baco da seta, scarabei, coleotteri, formiche, cavallette, scorpioni: per la Fao, l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di cibo e agricoltura, sono il mangiare del futuro ma anche una risorsa che da millenni fa parte della dieta tradizionale di circa due miliardi di persone. Dal 1° gennaio 2018 gli insetti saranno "ufficialmente" inseriti nella lista del Novel food, il regolamento europeo approvato nel novembre del 2015 che elenca gli alimenti o i cibi che fino al 1997 non erano consumati in quantità significative nei paesi della Comunità Europea. Insieme con gli insetti sulle tavole degli europei entreranno ufficialmente anche microorganismi e cibi a base di alghe costruiti in laboratorio. Gli insetti, oltre a essere una tendenza alimentare "esotica" rappresentano anche la risorsa da sfruttare come cibo del futuro, lo sostengono studi scientifici e la Fao punta a fare degli insetti un alimento base per la popolazione mondiale. Sono 1900 le specie che vengono già consumate in 113 paesi, e secondo le Nazioni Unite, entro il 2020, il consumo sarà esteso anche in quegli Stati che per cultura e tradizione di cavallette, scorpioni e formiche, non hanno mai voluto saperne o assaggiarne il sapore. Se ne studiano proprietà organolettiche, apporto proteico, sostenibilità degli allevamenti in cattività e produzione, su vasta scala, adeguata alle richieste del mercato mondiale. Dunque, non più un cibo improvvisato, "cacciato" in cattività, gli insetti saranno allevati come il bestiame, i pesci e i crostacei ai quali sono molto vicini dal punto di vista filogenetico. Hanno un basso impatto ambientale, cioè per produrli servono pochi vegetali, poca acqua potabile, poca terra e poca energia, ed è per questo che tante aziende in Europa, Nord America e Sud Africa stanno investendo nella ricerca per ricavarne proteine e amminoacidi. In realtà, grilli, scorpioni, cavallette e bachi da seta sono già tra le "prelibatezze" esotiche commercializzate in Italia e in altri Stati europei. Dopo alcune valutazioni del rischio, Olanda e Belgio hanno messo in vendita nei supermercati prodotti a base di insetti: hamburger, paste proteiche o integratori alimentari, cibi che nel padiglione del Belgio a Expo 2015, insieme con la birra, erano tra le novità più richieste. E mentre le università italiane studiano i rischi su produzione e consumo, mettendo ordine in una materia che, dal punto legislativo della sicurezza alimentare, è inesistente anche aziende italiane si occupano di produzione e commercializzazione - soprattutto mediante e-commerce - degli insetti per uso alimentare umano. Secondo gli studiosi, quegli animaletti così "fastidiosi" potrebbero rappresentare una scelta valida sia dal punto di vista nutrizionale sia dell'impatto ambientale. Sono una fonte di cibo altamente nutriente perché fornisce proteine di alta qualità paragonabili a quelle fornite dalla carne e dal pesce. Secondo la Fao, dal punto di vista ambientale, gli insetti presentano un'alta efficienza di conversione nutrizionale. In media possono convertire due chili di cibo in un chilo di massa, laddove un bovino necessita di otto chili di cibo per produrre l'aumento di un chilo di peso corporeo, tant'è che il primo utilizzo studiato è proprio quello per il consumo animale. ©RIPRODUZIONE RISERVATAnALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 22 E 23 DELL'INSERTO