Fanghi, da S. Martino parte l'appello «Nuova legge subito»
di Stefania PratowSAN MARTINOApprovare il prima possibile una nuova legge nazionale sui fanghi. Perché la normativa che attualmente ne regola l'uso in agricoltura risale al 1992 ed è diventata inadeguata e insufficiente. L'appello parte dai 51 sindaci di Pavese e Lodigiano che hanno firmato il ricorso al Tar contro il limite dei 10000 milligrammi per chilo di idrocarburi nei fanghi, ma si chiede il sostegno dei 91 Comuni della provincia di Pavia dove quest'anno è stato ne autorizzato lo spandimento. «Chiediamo di accelerare i tempi per avere norme certe e attuali sui controlli e sull'uso di queste sostanze», spiega Alessandro Zocca, sindaco di San Martino, ente capofila del ricorso. «La legge va rinnovata tenendo conto delle novità tecniche scientifiche, in modo da tutelare la salute dei cittadini, ma anche gli stessi produttori». E sulla necessità di una nuova normativa nazionale è d'accordo anche il sindaco di Pavia Massimo Depaoli che ha già deciso di appoggiare la richiesta degli altri primi cittadini. Nell'appello, che verrà inviato al presidente del Senato Pietro Grasso e a tutti i capigruppo parlamentari, si spiega che «la nostra azione intende sostenere la celere calendarizzazione nell'aula del Senato del disegno di legge che regola l'utilizzo in agricoltura dei fanghi provenienti da processi industriali, come la depurazione delle acque». Legge che vede come primo firmatario il senatore Luis Orellana e che è già stata licenziata dalla Commissione Ambiente. Il sindaco di San Martino sottolinea infatti che «vietare lo spandimento vicino alle abitazioni serve solo per limitare i disagi olfattivi, ma non è sufficiente a garantire la qualità dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole». Si chiede poi di «fornire una delega al Governo per apportare i necessari e improcrastinabili correttivi alla normativa vigente, attraverso l'individuazione di criteri che rendano più complete ed efficaci le procedure di autorizzazione ed i controlli sull'utilizzo dei fanghi in agricoltura». E si ricorda come «l'utilizzo e il trattamento dei fanghi stia destando forte allarme e disagio tra i cittadini a causa dei potenziali rischi ambientali che derivano dall'arretratezza, dalla lacunosità ed anche dalla eccessiva disinvoltura dei limiti previsti dalla normativa vigente».