Di Maio sfida il Cavaliere e lancia l'anti-Maroni

Forza Italia risponde alla Leopolda renziana con una kermesse di tre giorni a Milano, "Idee Italia. La voce del Paese", in cui il protagonista è "il Paese reale", con il mondo delle professioni e gli imprenditori, ma dove si parla anche di alleanze nel centrodestra. Sul palco della "contro Leopolda", organizzata dalla coordinatrice lombarda Mariastella Gelmini e dal capogruppo al Senato, Paolo Romani, ieri è salito anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti. «A me interessa un patto serio con un programma serio», ha detto in riferimento alla proposta di Salvini di siglare da un notaio un patto per scongiurare le larghe intese dopo il voto. La tre giorni sarà chiusa oggi da Berlusconi (nella foto).di Gabriella CeramiwROMANon è la prima volta che lo dice ma da candidato premier, nella città di Silvio Berlusconi e quando la campagna elettorale è nei fatti iniziata ha un sapore diverso. Tre indizi che portano direttamente a quelli che saranno gli slogan M5S. Luigi Di Maio promette infatti la rivoluzione liberale e annuncia «una grande manovra economica shock sul taglio delle tasse alle imprese e sul costo del lavoro». Il capo politico grillino si trova a Milano, dove trascorrerà sempre più tempo, sia perché le elezioni regionali lombarde si avvicinano sia perché M5S ha bisogno di radicarsi al Nord dove ancora è piuttosto debole rispetto al Sud d'Italia. E qui come ormai nel resto dell'Italia il nemico è il centrodestra. Dai Magazzini Generali di Milano, Di Maio ufficializza inoltre il nome del candidato presidente. Sarà Dario Violi, bergamasco, 32 anni, laureato in Scienze politiche ed è un consigliere uscente della Regione Lombardia. Il grillino sfiderà alle elezioni del prossimo anno il candidato del centrodestra Roberto Maroni e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, indicato dal centrosinistra. Violi è stato scelto dagli attivisti iscritti al blog e ha raccolto 793 voti su 4286. Tornando ai temi nazionali Di Maio ne approfitta per ricordare che suo «padre votava Berlusconi, perché credeva nella sua rivoluzione liberale. Dopo 30 anni non l'ha fatta e io mi sono tagliato lo stipendio. Non dicessero che vado contro gli imprenditori. La faremo noi la rivoluzione liberale». Il candidato premier definisce il Movimento la «prima forza» in Italia citando dati secondo cui sarebbe al 30% con il Pd al 23% e FI al 16%. E Di Maio ragiona sulla base dei partiti e non delle coalizioni, per un duplice motivo: il niet alle alleanze del M5S e l'obiettivo di «impedire l'inciucio Pd-FI» presentandosi al Colle per chiedere l'incarico di governo. A tal fine il M5S punta su un programma dal netto taglio economico. Una prima bozza, alla quale Di Maio sta lavorando, porta il titolo «una vita di qualità» come claim elettorale. E da Milano rilancia l'appello che il M5S ha fatto già in occasione delle Regionali in Sicilia: «Chiediamo all'Osce di monitorare non solo le operazioni elettorali ma anche la libertà di stampa e le modalità dell'informazione». Parole che Di Maio pronuncia in merito al dibattito sulle fake news ma che potrebbero preannunciare un'ulteriore battaglia del Movimento: «Mi preoccupano le fake news ma mi preoccupa molto di più il voto di scambio. In Sicilia con il voto libero avrebbe vinto il M5S» . «La squadra dei ministri è a buon punto ma la presenteremo prima delle elezioni» , spiega Di Maio rivelando che, nel team, non ci sarà Alessandro Di Battista: «Mi ha detto che sarà in prima linea nella campagna ma non intende farne parte» . Parole che, almeno nel prossimo futuro, confermano la volontà del "Dibba" di prendersi, dopo il voto, un periodo sabbatico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA