Caso Madama, Suvac ricorre in Cassazione
PAVIA Non era sull'auto che ha investito Elena Madama, i testimoni che lo hanno riconosciuto sarebbero tratti in inganno dalla pioggia e dalla velocità dell'auto. Su questa linea difensiva si basa il ricorso in Cassazione di Radon Suvac, 29 anni, condannata a 15 anni in secondo grado per il tentato omicidio della consigliera comunale 31enne, travolta e trascinata da un'auto. Suvac si proclama innocente. Secondo l'accusa, guidava l'auto. La condanna a 15 anni di carcere per tentato omicidio, ricettazione (l'auto era rubata) e rapina è stata confermata un anno fa dalla corte d'appello di Milano, dopo il verdetto in primo del tribunale di Pavia primo grado. La sentenza in appello ha anche confermato che Suvac deve un anticipo da 100mila euro per risarcimento danni a Elena Madama, e 50mila euro all'Ats (ex Asl). In sede civile, la richiesta totale è stata di almeno un milione di euro, in relazione alle cure cui la consigliera Pd si è dovuta sottoporre per la riabilitazione. Erano le sette di sera del 12 novembre 2014, era buio e pioveva mentre Elena Madama, praticante in uno studio legale, andava a riprendere la sua auto dopo il lavoro. In piazza Italia, i testimoni citati dall'accusa l'hanno sentita prima gridare contro gli occupanti della Opel, che poi ha iniziato la retro marcia. Elena Madama ha messo le mani sul cofano, il conducente è ripartito. È caduta, la Opel le è passata sopra e l'ha trascinata contromano in Strada Nuova. La macchina si è fermata dopo 500 metri, quasi al Ponte Coperto. Il conducente ha inchiodato tentando la svolta in una strada laterale senza riuscirci. Due uomini sono scesi dalla Opel e sono scappati.(a.m.)