Mille bimbi in marcia per i diritti

PAVIA"Bisogna conoscere tutti i diritti, altrimenti siamo fritti", è lo slogan lanciato dagli alunni di 5ª della scuola elementare G. Pascoli, durante la giornata mondiale dei diritti dell'infanzia, celebrata ieri a Pavia con un corteo diretto in piazza Municipio. Mille bambini in marcia con striscioni e cartelli accompagnati da maestri e giocolieri, per ricordare che i loro diritti sono tanti e vanno rispettati. «I diritti sono cose che i bambini devono avere assolutamente per stare in salute e fare una vita normale» spiega Francesca, che frequenta la 4ª elementare al Carducci, «sono fondamentali per far crescere bene dei bambini, perché per essere felici si devono avere il diritto al gioco e il diritto alle pause» le fa eco la compagna Maria. Ogni classe ha preparato un cartellone, da esporre nel palazzo del Comune, con alcune riflessioni sul tema. «Il lavoro è iniziato parecchio tempo fa - spiega una maestra della Giovanni Pascoli -, i bambini hanno partecipato con molto entusiasmo per imparare il concetto non solo di diritto, ma anche di dovere, perché sono due facce della stessa medaglia». E quali sono i diritti dei bambini lo spiegano direttamente loro: «Il diritto di avere i genitori, di avere un nome, il diritto alla salute e alla vita» dice Daniele, della 2ª elementare di Torre d'Isola. «Diritto di giocare, di avere un'istruzione e di mangiare» rilancia Clara, alunna di 3ª dell'istituto G. Maestri. Nella classe di Clara «ci sono tanti bambini stranieri - racconta la maestra -, abbiamo parlato dei diritti in relazione alle diverse cucine delle culture di provenienza: cinese, araba e rumena, a proposito di diritto al cibo. Erano molto interessati». Ad accoglierli tra i palloncini, in piazza Municipio, c'era il sindaco Massimo Depaoli: «Una manifestazione importante perché i diritti dell'infanzia non sono sempre rispettati». Una festa, quindi, pienamente riuscita. «Quando ci sono mille bambini insieme - continua Depaoli - è già di per sè una festa, è stato sufficiente lanciare i palloncini per scatenare un piacevole inferno». Elisabetta Barbadoro