«Studenti, dobbiamo farci sentire»

Erano i primi giorni di scuola quando mi avvicinai per la prima volta alla rappresentanza studentesca. Ero confuso e soprattutto curioso, ma di una cosa sono certo, con la rappresentanza è stato amore a prima vista. Rappresentare gli studenti ha significato per me fin da subito responsabilità, non è facile farsi portavoce delle istanze degli studenti, specialmente in questi anni dove è difficile riuscire a farsi ascoltare e portare a casa dei risultati. Ricordo molto bene la prima battaglia che affrontai con i miei compagni, quella del Campus scolastico, nel giro di poco tempo siamo riusciti ad unire molti studenti di diverse scuole, eliminando quella specie di lotta di classe che c'era tra gli istituti della nostra città. Per la prima volta infatti, gli studenti pavesi si sono trovati uniti in una battaglia con delle proposte concrete, che però purtroppo sono state ascoltate solo in parte: ancora oggi molte scuole di Pavia vivono ancora in uno stato di precarietà.Iniziarono poi gli anni duri, una lotta continua contro la Provincia, contro il dissesto finanziario in cui si ritrovava che è lo stesso in cui si ritrova tutt'ora. Da Pavia a Palermo scendemmo in piazza per ribadire che la grande bellezza di questo Paese siamo noi studenti, ma ci stanno togliendo il diritto ad un futuro qui nel nostro Paese. Il percorso di rappresentanza studentesca all'interno della mia scuola mi ha dato grandi soddisfazioni, anche se è stato un percorso ad ostacoli. Un ostacolo tra questi è la burocrazia, che a volte frena le nostre idee e i nostri sogni. Nonostante questo non ci siamo fermati, ci siamo impegnati costantemente per cambiare la scuola e per portare lo studente sempre più al centro. Con la Consulta provinciale abbiamo iniziato a costruire delle scuole più accoglienti, che non discriminano ma accolgono, che educano alle differenze, ed è proprio nelle diversità che ho trovato la parte migliore delle persone. L'esperienza a livello nazionale mi ha permesso di conoscere diverse realtà italiane, è stato un viaggio emozionante nel nostro Paese che mi ha permesso di amarlo ancora di più, ma anche di conoscere i problemi della scuola italiana nel nostro Paese, una scuola da rinnovare partendo dagli studenti, una scuola di tutti e per tutti. Negli ultimi mesi stiamo assistendo ad una crisi della rappresentanza, molti studenti sono disillusi, i pochi spazi di democrazia non vengono sfruttati appieno, ed è una cosa che mi fa molto male e a cui sto cercando di rimediare, ma non basto solo io. Secondo me gli adulti sarebbero i primi che si dovrebbero occupare di questo problema, non è giusto che ci venga insegnata come unica opportunità la rassegnazione alle decisioni della classe politica, tutti dobbiamo poter contare. Ho fatto i miei anni nella rappresentanza studentesca e spero che molti altri studenti si appassionino, si innamorino della rappresentanza: bisogna parlare tanto, farsi sentire, non abbassare mai la testa di fronte ai no o alle ingiustizie, ma essere sempre ambiziosi e orgogliosi di quello che si fa, dobbiamo essere i protagonisti della nostra vita e della vostra scuola, non semplici spettatori!Edoardo RonconPresidente uscente della Consulta provinciale degli studentistudente dell'Istituto Cossa©RIPRODUZIONE RISERVATA