Scandalo rapporti gay al collegio dei chierichetti
Alcuni passi avanti ma ancora tanta strada da fare per onorare gli impegni presi a Parigi due anni fa. Potrebbero essere sintetizzati così i risultati della Conferenza sul clima che si è tenuta a Bonn (Coop 23) e che si è chiusa ieri dopo una maratona notturna di negoziati sui dettagli tecnici dell'applicazione dell'Accordo di Parigi. Sono state, infatti, definite le procedure per arrivare alla revisione degli impegni degli Stati per il taglio delle emissioni di gas serra. Questi impegni, presi a Parigi due anni fa, sono insufficienti per raggiungere l'obiettivo dell'Accordo stesso (mantenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi, meglio se 1,5) e vanno aggiornati. L'aggiornamento dei target nazionali di decarbonizzazione dovrà permettere all'Accordo di Parigi, quando entrerà in vigore nel 2020, di raggiungere almeno il suo obiettivo minimo. Il premier delle Fiji, Frank Bainimarama, che ha presieduto la conferenza, si è detto soddisfatto per la messa a punto delle regole per l'applicazione dell'accordo di Parigi e del percorso per i paesi per aumentare i loro obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra. Il presidente nel documento finale ha istituto un tavolo di discussione che partirà nel gennaio del 2018 per definire gli aggiornamenti dei target nazionali in vista della Cop24. Ma resta aperta la spinosa questione del fondo - non ancora istituito - per aiutare i paesi poveri a combattere il "global warming". di Mariaelena FinessiwCITTÀ DEL VATICANOAncora abusi sessuali nella Chiesa. Questa volta, però, sarebbero avvenuti proprio in Vaticano, all'interno del Preseminario San Pio X, il collegio che ospita i cosiddetti chierichetti del Papa. E i rapporti omosessuali sarebbero stati consumati però solo tra coetanei. A chiarire la particolarità - come se ciò fosse meno grave qualora venissero confermate le accuse - è una nota della sala stampa della Santa Sede in merito alla vicenda che vede coinvolto un ex alunno del collegio, successivamente ordinato sacerdote dal vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, e attualmente collocato in una parrocchia comasca, impegnato nel servizio di oratorio, a stretto contatto, dunque, con i bambini. «A seguito di alcune segnalazioni, anonime e non - recita la nota -, a partire dal 2013 furono compiute, a più riprese, delle indagini sia da parte dei Superiori del Preseminario sia da parte del Vescovo di Como, atteso che la Comunità degli educatori appartiene alla sua Diocesi».I fatti denunciati, risalenti agli anni precedenti e che «avrebbero coinvolto alunni coetanei tra loro» e alcuni dei quali non più presenti nell'Istituto al momento degli accertamenti, all'epoca «non trovarono adeguata conferma». Oggi però, «in considerazione di nuovi elementi recentemente emersi, è in corso - annunciano da Oltretevere - una nuova indagine che faccia piena luce su quanto realmente accaduto». Nella puntata del 12 novembre, la trasmissione tv "Le Iene" aveva mandato in onda i racconti di alcuni ex chierichetti, uno dei quali sarebbe testimone oculare degli abusi compiuti sul proprio compagno di stanza. Una testimonianza-denuncia quella dell'ex studente polacco Kamil Jarzembowski contenuta anche nel nuovo libro-inchiesta di Gianluigi Nuzzi "Peccato originale". Il giornalista racconta che Kamil, «testimone di fatti inquietanti», nel giugno del 2014 aveva inoltrato vari esposti a diverse autorità ecclesiali. Entrato a San Pio X a 13 anni, il giovane è rimasto fino a pochi anni fa nel collegio che ha sede a palazzo San Carlo, «lo stesso - ricorda Nuzzi - in cui vivono diversi importanti cardinali» come Bertone, a due passi da Santa Marta, dove alloggia Bergoglio.«Sono stato testimone di atti sessuali che Antonio esigeva da Paolo (entrambi nomi di fantasia, ndc), atti sessuali - è scritto in uno degli esposti riportati nel volume - che si compivano nonostante la mia presenza». Il tutto accadeva di sera, dopo che gli alunni si erano coricati. «Antonio accedeva nella stanza dormitorio condivisa da me e da Paolo. Qui avvenivano rapporti di sesso orale, mentre alcune volte i due si recavano insieme in un'altra stanza per proseguire il rapporto». Stando al racconto di Kamil, anche il molestatore (che aveva già iniziato un percorso per il sacerdozio) era un ragazzo ma, come ha precisato nel servizio de "Le Iene", ciononostante aveva «una posizione di potere all'interno del seminario e anche della Basilica di San Pietro. Non era un normale seminarista perché godeva della massima fiducia del rettore».L'esposizione mediatica ha contribuito ora alla svolta investigativa. Ciò che sta emergendo è che non si tratterebbe di un caso isolato. Molti più ragazzi, in età scolare, potrebbe aver dovuto cedere alle richieste del neo sacerdote comasco. Richieste che «sottendevano - spiega il polacco - un sottile e inespresso ricatto: in caso di resistenza alle richieste» si poteva essere «puniti» con «l'assegnazione di un ruolo più marginale nello svolgimento del servizio liturgico» o addirittura con l'espulsione dal collegio, proprio come è accaduto a Kamil per aver denunciato il marcio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA