cortei e flash mob
A Roma si sono messi letteralmente in mutande durante un flash mob, a Milano hanno imbrattato le vetrine di McDonald's e lanciato pezzi di bidet: gli studenti sono scesi in piazza in varie città italiane per protestare contro le "forme anomale" di alternanza scuola-lavoro. Dopo lo sciopero sullo stesso tema del 13 ottobre, ieri gli studenti, con gli "Stati generali dello sfruttamento", hanno voluto rilanciare la protesta, anche contro i continui tagli dei finanziamenti per scuola e università. Cortei promossi da Rete della conoscenza, Unione degli studenti e Link coordinamento universitario si sono svolti in varie città, e nel pomeriggio assemblee di piazza con i lavoratori. Ma iniziative sono previste lungo tutta la prossima settimana, per concludersi con una serie di cortei il 24 novembre. L'iniziativa era stata anticipata da un blitz notturno davanti al Miur, dove alcuni giovani avevano sostato con uno striscione. A Roma ieri, prima del corteo diretto al Ministero, gli studenti hanno organizzato un flash mob: al grido «ci hanno lasciati in mutande» si sono spogliati, spiegando che «la scuola è sottofinanziata» e che servono risorse perché il diritto allo studio sia effettivo. A Milano, durante il corteo sono stati imbrattati alcuni palazzi; a Porta Romana un gruppo di studenti ha scritto con la vernice sulle vetrine del McDonald's, accusato di essere «uno sfruttatore che approfitta dei giovani per farli lavorare gratis con la scusa dell'alternanza». Intanto al social summit dei leader Ue a Goteborg, il premier Paolo Gentiloni spiega che il «bilanciamento dei diritti dei giovani e degli anziani» è una «questione chiave» come le iniziative per favorire «l'inserimento nel mercato del lavoro di giovani e donne».ROMA Mentre la Commissione europea prepara una nuova lettera di richiamo sui conti pubblici, il premier Paolo Gentiloni al social summit di Goteborg (dove si gioca anche la scelta di Milano come sede dell'Ema, l'agenzia europea del farmaco) ribadisce che la legge di bilancio 2018 rispetta le regole Ue e sostiene una crescita diventata già «molto significativa» che va «incrementata e accudita». Gli sforzi, afferma, l'Italia li ha fatti e lancia un messaggio: «Mi aspetto dall'Ue un riconoscimento di questo». Ma i commissari europei la vedono diversamente e la prossima settimana spiegheranno il perché in maniera estesa. Mercoledì prossimo la Commissione pubblicherà le opinioni sulle leggi di stabilità dei Paesi Ue. Nessuna sarà bocciata, ma a Italia, Francia e Belgio sono state inviate due settimane fa lettere che chiedevano informazioni supplementari. Sempre mercoledì arriverà anche il nuovo "Alert mechanism report", cioè il documento che segnala gli squilibri macroeconomici. Per l'Italia, i soliti: debito e disoccupazione elevati, bassa produttività, troppi crediti deteriorati. Resterà quindi tra gli 11 Paesi con squilibri eccessivi, su cui si intensificherà il monitoraggio. Il premier Gentiloni non è preoccupato, anzi, si dice «ottimista per la ripresa». Manovra. Famiglia, pensioni, province ed enti locali, ma anche "correttivi" alla manovrina di aprile, dal taglio della cedolare secca sugli affitti Airbnb alla stabilizzazione della web tax. Il menu parlamentare della legge di bilancio va delineandosi in vista di martedì quando la commissione Bilancio del Senato avvierà l'esame degli emendamenti. Nel capitolo welfare rientrano sicuramente le molte proposte sulla famiglia che arrivano da quasi tutti i gruppi. Innanzitutto per il rinnovo del bonus bebé che Ap ritiene essenziale e che il Pd chiede di prorogare per i primi due anni di vita dei nati nel 2018. Tra gli emendamenti segnalati (in tutto più di 700) compaiono poi quelli per il raddoppio delle detrazioni per i nuclei numerosi (dai 4 figli in su), per l'istituzione di un fondo ad hoc per i ragazzi "senza famiglia", che hanno cioè vissuto parte della loro vita fuori dal nucleo familiare, e per l'aumento delle risorse a favore delle adozioni internazionali. Dai dem arriva invece l'idea di ridurre la cedolare secca sugli affitti brevi introdotta con la manovra-bis dal 21% al 10%. Il sistema non starebbe infatti dando i frutti sperati in termini di recupero dell'evasione. La cedolare secca, al 15%, è proposta anche per gli affitti commerciali nei centri storici. Pensioni. Tra la platea degli esentati da quota 67 e un nuovo meccanismo di calcolo della speranza di vita si gioca la partita finale sulle pensioni tra governo e sindacati per tentare la via di un accordo, che al momento sembra ancora difficile, sullo stop dell'aumento dell'età pensionabile dal 2019 per almeno alcune categorie di lavoratori subito. Sul tavolo potrebbe arrivare la proroga dell'Ape social per il 2019, l'anticipo pensionistico a carico dello Stato a oggi previsto fino a fine 2018 e per chi ha 63 anni. L'appuntamento è per questa mattina a Palazzo Chigi.