Manca il salto di qualità il Pavia ora si interroga
Nel posticipo di serie D ieri il Como ha vinto con una rete su rigore di Sentinelli: Inveruno-Como 0-1. Classifica: Gozzano 35; Caronnese 32; Pro Sesto 26; Como 24; Borgosesia 23; Chieri, Inveruno, Borgaro Nobis, Folgore Caratese 21; Varesina 20; Varese 19, Bra e Oltrepovoghera 18; Olginatese 16; Casale e Pavia 15; Arconatese 12; Seregno 9; Castellazzo e Derthona 6. Prossimo turno (19/11, ore 14.30): Arconatese-Inveruno, Borgosesia-Chieri, Caronnese-Casale, Como-Bra, Derthona-Oltrepovoghera, Folgore Caratese-Varese, Pavia-Borgaro Nobis, Pro Sesto-Gozzano, Seregno-Castellazzo Bormida, Varesina-Olginatese.PAVIAPiù che guardare la classifica dove ci sono solo sei punti tra zona play off e play out, che il Pavia apre con il Casale a quota 15, gli azzurri devono riflettere dopo il deludente pareggio di Seregno su cosa manca per il salto di qualità. Ci stanno riflettendo anche società e tecnico e le tre settimane che portano all'apertura del 1 dicembre del mercato invernale del calcio dilettantistico rappresentano sicuramente un banco di prova per chi magari fino a oggi non ha dimostrato granché in questa prima parte di stagione. Per una squadra mediamente giovane il difetto di personalità in certe partite è normale.Non si può chiedere a ragazzi talentuosi di 18-19 o 20 anni di essere già pronti, altrimenti sarebbero già oggi protagonisti su altri palcoscenici. Anche i primi 45' di Seregno hanno dimostrato che il Pavia sa giocare a calcio, sa creare tantissimo, ma quando come nel primo tempo in Brianza si creano 4-5 nitide occasioni da rete non si può sempre concretizzarne solo una. Soprattutto perché questo si è verificato in altre occasioni: viene in mente, per esempio, la trasferta di Caronno Pertusella dove il Pavia ha messo alle corde l'allora capolista Caronnese per poi essere "beffata" immeritatamente. Se si guarda la ripresa di Seregno, invece, si vede un Pavia dove non c'è praticamente nulla da salvare. Lo ha detto un Omar Nordi infuriato a fine gara, ma non lo possono nascondere anche giocatori tra i più esperti come Rocco Sabato. «Le partite durano 90' e non si può scendere in campo solo 45' come abbiamo fatto - ammette il difensore centrale del Pavia - per poi concedere i secondi 45' all'avversario rischiando addirittura di perdere. Alla fine ci prendiamo un punto, ma questa partita deve farci riflettere. Se vogliamo diventare una squadra c'è bisogno di passi in avanti. Non possiamo fare 3 in avanti e 2 indietro, così non si fa strada». Sul piano dell'impegno e fisico il Pavia dimostra di esserci. Troppe volte è mancato agli azzurri il colpo del ko in gare dove sul piano del gioco ha dominato e poi raccolto poco o, a volte, nulla. Una squadra che deve prima di tutto salvarsi deve essere più concreta e qualche volta meno bella. «Non siamo riusciti a far male al Seregno in una prima parte di gara dove in campo abbiamo fatto tutto noi - conferma Rocco Sabato - dobbiamo essere più concreti e far gol e poi difenderci tutti assieme. Invece alla fine nel secondo tempo di domenica ci è andata anche bene e abbiamo rischiato tanto. Almeno si è lottato fino alla fine per strappare un punticino». Oggi pomeriggio sicuramente su questo tra le mura dello spogliatoio azzurro ci sarà da riflettere a mente fredda sul post-Seregno. Enrico Venni