«Il sistema di vigilanza ha fallito»

ROMA«Si rimpallano le responsabilità, ma andremo in fondo». Il senatore e presidente della commissione Cultura al Senato, Andrea Marcucci è uno dei commissari del Pd che più ha spinto per l'istituzione della commissione d'inchiesta sul sistema bancario, di cui è uno dei membri. Dalle prime audizioni aveva definito un «quadro grave», quanto stava emergendo. Oltre il giudizio generale, crede siano già delineate le responsabilità?«Sta emergendo un rimpallo di responsabilità tra Consob e Bankitalia: date che non tornano, omesse verifiche, ritardi. Siamo all'inizio, ma possiamo affermare che sulle banche venete il sistema di vigilanza non ha funzionato. Chiaro anche un problema di classe dirigente e di governance delle banche che spiega una parte dei problemi che stiamo affrontando».Dopo il pesante scambio d'accuse tra Bankitalia e Consob, c'è il rischio che si alzi un polverone senza arrivare alle vere responsabilità? «Al contrario. Penso che ci siano le condizioni per ripristinare un sistema di vigilanza efficace. La conferma del governatore ha slegato le due vicende, allontanando il rischio di "polverone istituzionale", che potevamo correre. Il Pd non era interessato alle nomine, ma alla verità». Pensa che da Monte Paschi in poi, tutti gli istituti siano stati controllati allo stesso modo? «Il Pd ha insistito per l'istituzione di questa commissione d'inchiesta proprio per verificare la radice delle crisi di questi anni 20 anni, Mps in primis. Il lavoro potrà proseguire anche nella prossima legislatura». Fin dall'inizio avete detto che stanno emergendo rapporti poco limpidi tra controllori e controllati. Lo conferma? «Abbiamo verificato la totale inopportunità delle "porte girevoli", con una franca ammissione di Bankitalia. Dal groviglio di cose poco chiare avvenute sulle banche venete, emerge la forza della riforma delle banche popolari varata dal governo Renzi. Che cosa sarebbe successo se la "governance" non fosse stata modificata, azzerando il modello di vertici auto-referenziali, superpagati e immodificabili, che ha favorito anche casi di mala gestione?»Sulle "porte girevoli" c'è dolo o le maglie sono larghe. La politica non dovrebbe intervenire con norme più stringenti?«La risposta è nell'insieme di questi fattori. Ma resto convinto che alla fine dei lavori, avremo più certezze su cosa non ha funzionato e come rimettere in piedi un sistema di vigilanza».(n. c.)©RIPRODUZIONE RISERVATA