Annega nel tentativo di salvare il cane

GAMBOLÒ Si sporge sul canale per salvare uno dei suoi cani, ma perde l'equilibrio battendo la testa e muore annegata. Il suo corpo è stato trascinato dal canale Elena al canale Cavour e poi sino al torrente Terdoppio, dove è stato ripescato. Nessuno è riuscito a intervenire in tempo per salvarla. Vittima della tragica fatalità è stata Maria Antonietta Pigorini, pensionata di 68 anni residente a Gambolò. La donna stava pedalando lungo il corso del torrente con due jack russell al guinzaglio. All'improvviso uno dei due cani, Carolina, è finito nel canale Elena. La donna si è fermata e si è sporta sul canale per recuperare la femmina di jack russell. Maria Antonietta è riuscita a riportare all'asciutto il cane, ma ha perso l'equilibrio ed è caduta nel canale, dove è annegata in meno di un metro d'acqua. «L'avevo vista l'altro ieri al cimitero - affermava ieri una amica -. Ci conoscevamo fin da bambine e ci eravamo ripromesse di vederci più spesso». Sono le 17.30 circa, quando in città comincia a circolare la voce della tragedia. L'amica di Maria Antonietta è incredula, ma la notizia ha preso di sorpresa tutti i gambolesi. Maria Antonietta era uscita nel primo pomeriggio per una passeggiata con i suoi cani. Si sono perse le tracce di lei sulla provinciale, all'altezza di via Isella, proprio dove due anni fa un'altra donna, perse la vita in modo analogo. La corrente l'ha trascinata qualche chilometro più in là, fino al Terdoppio, dove un uomo l'ha vista e ha dato l'allarme. Sul posto sono intervenuti la Croce Garlaschese, i carabinieri, i pompieri con la barca, i carabinieri e la polizia locale di Gambolò. Nonostante i tentativi dei medici, è stato impossibile rianimare la donna. A Gambolò molti la ricordano come protagonista del mondo del volontariato. «La conoscevo bene - dice l'ex presidente dell'Avis Giuseppe Maestrone - sia lei sia suo fratello. Era stata una donatrice Avis, ma soprattutto era una donna buona e generosa. Questa notizia mi ha sconvolto». Vedova da qualche anno, e madre di due figli, aveva lavorato in passato come sarta. Uno dei figli lavora in banca; l'altro fa il meccanico come il padre, che aveva un'officina da elettrauto. I figli sono subito arrivati sul luogo del ritrovamento, in piena campagna verso Tromello. «Dava sempre una mano - ricorda don Paolo Nagari, il parroco di Gambolò - nel ricamare il cencio del palio di San Getulio. Era una delle colonne del palio». Nei mesi di preparazione della festa e Maria Antonietta riscopriva le sue qualità di sarta e ricamatrice. La sua era un'arte che aveva appreso da bambina. Nel 2015 aveva vinto un premio. «Soprattutto - ricorda don Paolo - si occupava della chiesa della frazione Stradella. Era lei a tenerla pulita e portare i fiori e ad aprirla in estate. Per la comunità è una grande perdita». Andrea Ballone