I PRECEDENTI

di Davide CasarottoInutile girarci intorno: quella che attende Andrea Dovizioso a Valencia è una vera e propria impresa. Per soffiare il titolo a Marc Marquez, che comanda la classifica con 21 lunghezze di vantaggio, il pilota della Ducati sarà obbligato a vincere. Poi dovrà sperare che il campione in carica della MotoGp, sulla pista di casa, non faccia meglio del dodicesimo posto. Giusto crederci e giusto provarci fino all'ultimo metro del circuito Ricardo Tormo, perché tutto può succedere. Anche se Dovi non ha nemmeno molti precedenti storici cui aggrapparsi. Ripercorrendo dalle origini la storia del Motomondiale si contano davvero sulle dita di una mano i casi in cui, con il titolo ancora da assegnare all'ultima gara, i piloti chiamati a recuperare in classifica siano riusciti nel difficile intento. AGO È IL PRIMO. A compiere per primo quest'impresa è stato Giacomo Agostini nel 1966. In quell'anno l'avversario di Ago era Mike Hailwood su Honda e il teatro della sfida finale fu l'autodromo di Monza. Davanti al pubblico di casa Agostini vinse soffiando il primato della classifica a Mike The Bike e aggiudicandosi così il primo degli otto titoli conquistati nella classe regina. Curiosità: l'anno dopo il duello si rinnovò, con Ago che giunse in Canada potendo stavolta gestire un piccolo vantaggio in graduatoria. Vinse Hailwood e i due terminarono a pari punti: l'italiano fu di nuovo campione per i migliori piazzamenti. RAINEY VS DOOHAN. Bisogna fare un lungo salto fino al 1992 per ritrovare una situazione analoga. Situazione venutasi a creare in seguito all'infortunio occorso ad Assen al leader di classifica Mick Doohan. L'australiano della Honda, dopo il Gp d'Olanda, vantava ben 65 punti su Wayne Rainey (Yamaha). La sua assenza forzata nelle quattro gare successive vide l'americano ridurre sensibilmente il gap fino al -2 al via dell'ultima prova fissata a Welkom, in Sudafrica. Doohan torna in sella a tempo di record nel tentativo di difendere il primato: al termine di una gara davvero stoica riuscirà a strappare un sesto posto da applausi. La terza piazza conquistata da Rainey però è sufficiente per firmare in extremis il sorpasso. Doohan, che vide la sua carriera messa a forte rischio dopo il grave infortunio di quell'anno (rischiò l'amputazione della gamba), avrà poi modo di rifarsi vincendo cinque titoli consecutivi della classe 500 dal 1994 al 1998, sempre in sella alla Honda. L'ANNO DI HAYDEN. Altro balzo fino al 2006, quando proprio a Valencia si verificò uno dei più impronosticabili ribaltoni della storia del motociclismo. Nell'epilogo spagnolo Valentino Rossi, su Yamaha, si presentò con otto lunghezze di vantaggio su Nicky Hayden, allora in sella alla Honda ufficiale del Team Repsol. L'americano arrivava in Spagna con il morale a terra, visto che il vantaggio del pesarese era tale anche per effetto dell'incredibile harakiri avvenuto in casa Honda nella penultima prova in Portogallo, quando Daniel Pedrosa coinvolse in una caduta proprio il compagno di team in piena corsa per il titolo. Titolo che sembrava a questo punto servito su un piatto d'argento per Rossi che però, su un tracciato che non gli ha mai portato bene, incapperà in una scivolata fatale. Rialzatosi il pluricampione terminerà 13esimo, Hayden, terzo al traguardo, si ritrova quasi incredulo a festeggiare il suo primo e unico titolo nella classe regina. Se ogni volta che si passa per la Malesia il pensiero corre a Marco Simoncelli, sicuramente Valencia, proprio per quella vittoria, resterà un tracciato legato a doppio filo al ricordo del campione americano, scomparso in seguito ad un incidente stradale lo scorso 22 maggio. IL BISCOTTO SPAGNOLO. Infine il 2015, l'anno della zuffa tra Valentino Rossi e Marc Marquez. Il fattaccio avvenuto tra i due a Sepang avrà un peso determinante sull'ultimo atto di stagione. Rossi infatti arriva a Valencia con sette lunghezze di vantaggio da difendere sul compagno di squadra Jorge Lorenzo, ma anche con una pesante penalità da scontare: la partenza dall'ultima fila. Il suo quarto posto finale non è sufficiente a difendere il titolo: fu Lorenzo, "scortato" da Daniel Pedrosa e Marc Marquez, a trionfare. Le prove del biscotto non ci sono, i sospetti sì. E non pochi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA