Musumeci conquista Palazzo d'Orleans

di Maria BerlinguerwROMANello Musumeci batte Giancarlo Cancelleri e diventa il nuovo presidente della Regione Sicilia, ma il Movimento 5Stelle si conferma primo partito dell'Isola e avverte: da qui parte l'onda che domani ci porterà al governo del Paese. Exit poll confermati dallo spoglio (al rallentantatore) delle schede. È il candidato del centrodestra con il 39, 9% il più votato dai siciliani. Quei pochi che sono andati a votare, ovvero il 46, 76% perché è il partito del non voto il primo partito. Una vittoria quella di Musumeci che ha molti "padrini" politici e sulla quale tutti ora mettono il cappello. A partire da Silvio Berlusconi, che incassa l'elogio del leghista Roberto Maroni. «È immortale è ancora lui a dare le carte», dice il governatore della Lega in Lombardia. L'ex premier aspetta che i risultati siano praticamente certi prima di parlare, facendosi precedere da una valanga di commenti di esponenti forzisti che attribuiscono proprio al Cavaliere il merito della rimonta di Musumeci. «Il centrodestra moderato nel linguaggio è la sola alternativa al grave pericolo che il nostro Paese cada in mano al ribellismo, al pauperismo e al giustizialismo», dice l'anziano leader che si fa riprendere, come nelle vittoriose campagne elettorali di vent'anni fa dietro una scrivania dove ora a far da sfondo non ci sono più cimeli del Milan, ma le più rassicuranti foto di figli e nipoti. La differenza la fanno i moderati, è il messaggio che Berlusconi manda a Giorgia Meloni e soprattutto a Matteo Salvini, guardato con sospetto anche per i suoi ammiccamenti ai grilini. Il Pd non è determinate, spiega Berlusconi perché «il grande dato politico in Sicilia e in Italia è che il confronto è tra noi e i Cinquestelle». Il voto siciliano, con il centrodestra unito e vincente, allontana, forse per sempre, le prospettive di larghe intese con il Pd. Anche dagli orizzonti di Berlusconi che grazie alla nuova legge elettorale, il Rosatellum può puntare a vincere senza «inciuci». A patto naturalmente che sia Forza Italia a guidare la rissosa alleanza. Magari con Antonio Tajani, il presidente dell'Europarlamento o persino con Mario Draghi, sogna Berlusconi visto che lui non potrà candidarsi. Del resto Forza Italia in Sicilia è sopra il 16%, la lista Salvi-Meloni si ferma al 5, al netto del 7% della lista guidata da Musumeci che viene da Fratelli d'Italia. «La vittoria di Musumeci smentisce la teoria che si vince al centro», si affetta a dichiarare la Meloni. «I voti della Lega sono stati determinanti», aggiunge Salvini sempre più convinto della svolta «nazionale» data alla Lega. Salvini palerà oggi a Catania, dove torna per commentare il voto che porta la Lega a Palazzo dei Normanni. «Non abbiamo bisogno di nessuno, abbiamo la maggioranza con 35 seggi» annuncia in serata il parlamentare Saverio Romano, leader della lista "Popolari e autonomisti" che ha raggiunto il 7,20% nella coalizione di centrodestra: «12 deputati Fi, 5 Popolari e autonomisti, 4 Diventerà bellissima, 4 Udc e 3 Fdi-Salvini, più 7 del listino».Quanto ai 5Stelle pagano l'assenza di alleanze. Cancelleri si ferma al 34, 7%, diversi punti sopra la lista che prende il 27, e si conferma primo partito. Quella di Musumeci, spiegano Cancelleri e Di Maio, è una vittoria «contaminata dagli impresentabili». A urne ancora aperte il parlamentare Di Stefano lancia l'allarme brogli. «Siamo preoccupati che questo voto possa essere ricordato come quello dei grandi brogli», dice, ricordando lo strano caso di 100 presidenti di seggio che a Catania hanno dato le dimissioni. Al comitato Cancelleri c'è grande tristezza. Qualcuno addirittura scoppia in lacrime, Elena, la compagna dello sconfitto Cancelleri. Ma Luigi Di Maio chiede a tutti uno scatto d'orgoglio. «Dalla Sicilia parte l'onda che ci può portare al 40% a chiedere l'incarico per il governo al Colle. Chi si è astenuto si pentirà di averlo fatto», esordisce Di Maio che con Grillo ha fallito nel tentativo di convincere i cittadini sfiduciati ad andare ai seggi. «Il nostro è un voto pulito e bello, gli altri vincono ma grazie agli impresentabili, grazie all'Udc che fino a ieri sosteneva Crocetta: il loro è un voto infangato», attacca il candidato premier che in Sicilia si è giocato la sua prima partita da capo politico. E davanti alla platea dei militanti delusi lancia il prossimo leit motiv della campagna elettorale di primavera: «Qui siamo primi nonostante un sistema mediatico e politico poco corretto e zero finanziamenti». «È una vittoria contaminata dagli impresentabili e dai media nazionali che hanno deciso di tacere», rincara Cancelleri. Dunque a livello nazionale il Movimento che resterà fedele allo slogan mai alleanze, si giocherà la carta del M5S solo contro tutti, sperando di convincere gli indecisi. Del resto Grillo e Casaleggio in serata fanno sapere di essere orgogliosi della perfomance dei pentastellati. La prossima settimana Di Maio volerà negli Usa per incontrare funzionari del Dipartimento di Stato e accreditare i 5Stelle all'estero. Quanto alla Sicilia c'è un caso nel caso. La sconfitta si annida tra Catania, Messina e Palermo dove pesa il caso delle firme false. Per questo Di Maio invita i gruppi locali a «responsabilizzarsi» in vista delle politiche. «I nostri interlocutori sono i cittadini rassegnati», avverte il candidato premier, citando l'ortodosso Roberto Fico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA