Dalla stagione dei lutti a quella delle idee La sfida dei giovani

di FABRIZIO GUERRINIDall'incubo dell'amianto alla speranza: da oltre 20 anni Broni deve fare i conti con il dolore dei morti da mesotelioma legati alla grande fabbrica che produceva lastre e coperture con le fibre letali. Sono 140mila metri quadrati di capannoni e cortili che, guardandoli, incutono rispetto e sofferenza. Si può adesso passare dal compianto, carico di dolore e rabbia, alla memoria di chi qui ha lavorato ; si può traghettare questa fetta della città dal passato al futuro? Broni si sta muovendo per uscire dal più lungo e buio tunnel della sua storia: manca ancora un lotto e la lunga bonifica sarà chiusa con l'abbattimento degli edifici dismessi. Importanti l'impegno dell'amministrazione comunale (con il sindaco Antonio Riviezzi e il consiglio tesi a non perdere di vista l'obiettivo storico) e le battaglie giudiziarie e civili di associazioni come l'Avani (il cui presidente Silvio Mingrino è risultato tanto scomodo quanto efficace per far diventare l'ex Fibronit caso nazionale). Cresce a Broni la voglia di varcare l'ultimo guado: quello di passeggiare e vivere su quella superficie perduta, evitata, rimossa. Oltre 100 ragazzi e ragazze della scuola media Ferrini (coordinati dai docenti Santolo Marano e Dario Pennati con il consenso sensibile del dirigente Paolo Della Porta) hanno elaborato 24 progetti di recupero creativo dell'ex fabbrica. Il viaggio tra le loro idee è folgorante: appunti utili per il Comune e per gli urbanisti. Dal verde attrezzato ai percorsi ciclabili di nuova generazione, agli impianti sportivi: i giovani bronesi mostrano cosa c'è fuori dal tunnel. BRONICosa immaginare al posto della fabbrica che lavorava l'amianto e ha lasciato una lunga scia di lutti una volta che sarà terminata la bonifica? Tanto, tanto verde sotto forma di prati e boschetti, parchi gioco per i bambini, aree per i cani, piscine coperte e scoperte, piste d'atletica, campi sportivi, cinema, teatri, piste ciclabili con variazioni sul tema, musei contadini e esposizioni vinicole, e laghetti (alcuni persino navigabili). E poi tanto spazio alla memoria delle vittime dell'amianto. «Ex Fibronit, il nostro sogno è...»: il progetto ha coinvolto oltre cento alunni della scuola media Contardo Ferrini. Gli studenti, che quest'anno frequentano le classi terze dell'istituto di viale Gramsci, hanno pensato cosa realizzare su questa gigantesca area dismessa(circa 140mila metri quadrati), che dovrà essere riconvertita, una volta terminata l'intera opera di bonifica. Sono state messe nero su bianco 24 proposte, molto diverse tra di loro, ma accomunate da alcuni elementi, come sono le aree verdi, lo spazio per il divertimento dei ragazzi, i campi da gioco, i punti ristoro. Alcuni studenti, discutendo tra loro, hanno pensato a musei per ricordare le vittime dell'amianto o la vita contadina del nostro territorio.Tante idee intriganti descritte nelle tre pagine che seguono. Ogni progetto ha un proprio numero di riferinento per consentire un viaggio«guidato» sulla ex Fibronit immaginata dai ragazzi. In particolare nei progetti 6 e 15 è prevista una struttura museale dove ricordare la storia di Broni e le vittime dell'amianto. Nei progetti 7, 13 e 18 un museo contadino con le macchine agricole di una volta. Nel progetto 9 (che viene identificato come Wine park dell'Oltrepo Pavese circondato, manco a dirlo, da un enorme e spettacolare grappolo d'uva disegnato con le siepi) nel progetto 10 i ragazzi-urbanisti hanno invece optato per un museo del vino, in cui si ricordi la tradizione agricola delle terre bronesi e oltrepadane, un modo per sottolineare un simbolo di rinascita in un luogo di morte. Nel progetto 23 si parla di un laboratorio eno gastronomico dove degustare i piatti tipici dell'Oltrepo.L'altro tema che ha toccato la sensibilità degli studenti è sicuramente il ricordo delle morti causate dall'amianto. Nel progetto 8 si parla di un'area verde per non dimenticare coloro, tanti, troppi, che in quel luogo hanno perso la vita lavorando; mentre gli autori del progetto 13 hanno pensato ad un "tunnel dei ricordi". Nel progetto 12 i ragazzi hanno invece creato un'area del periodo paleolitico, con capanne, per capire come vivevano i nostri antenati nella zona del Po. Ma, secondo le intenzioni dei giovani, dovrà soprattutto essere un luogo di divertimento e svago. Nella maggior parte dei disegni, si vedono campi da basket, calcio e pallavolo, gli sport più popolari. Tuttavia non manca qualche eccezione o peculiarità progettuale: trampolini elastici (progetti 4 e 5), pista per go kart (progetto 2), parete per arrampicata sportiva (progetto 4), un labirinto di siepi (progetti 10 e 18), tiro con l'arco (progetto 12), paintball, cioè un percorso dove sono utilizzate delle speciali pistole con vernice (progetti 12 e 24), campo da golf (progetto 14), skateboard (progetti 16 e 19), area bambini diversamente abili (progetto 16) o con pavimento morbido antiurto sulla falsariga di un parco d'avanguardia realizzato negli Stati Uniti (progetto 4), scuola di equitazione (progetto 19), parco avventura (progetti 20 e 21). Ci sono pure team di baby urbanisti che hanno pensato ai nonni che accompagnano i nipoti al parco: previste panchine a profusione (progetti 1, 18 e 20), centri di aggregazione (progetti 16, 17 e 21). Molti studenti, poi, possiedono un animale da compagnia e così hanno subito disegnato delle aree riservate ai cani: progetti 4, 5, 6, 10, 13, 17, 19, 20 e 21. Altri hanno pensato che un parco dovesse avere un trenino che lo attraversa: progetti 5, 7, 8, 23 (dove addirittura viene previsto panoramico).Parchi interamente verdi, con alberi, panchine ovunque, ed in alcuni cosi con degli spazi riservati ad orti biologici: progetti 15, 16 e 21. Rilassarsi vuol dire disporre anche di zone attrezzate per lo sport e naturalmente piscine, alcune delle quali dotate di confort: ad esempio una adeguata area idromassaggio come è richiesto nei progetti 2 e 10. Poi naturalmente soluzioni dettate dalla fantasia e dalla creatività innovatica e tecnologica : bar hawaiano (progetto 10), un lago con tanto di barchette (progetto 13), pannelli fotovoltaici per azionare le attrazioni del parco (progetto 14). Infine, in molti dei progetti, vengono previsti diversi spazi dedicati alla cultura: dal teatro (progetti 1, 2, 5, 11, 13, 15, 17, 20 e 22) alle biblioteche (progetti 16 e 17). Senza dimenticare la storia di Broni (con tanto di strutture dedicate ai ricordi locali come previsto dal progetto 6.Franco Scabrosetti