Agricoltore vince il premio Smau con la caldaia a lolla
CILAVEGNA L'impianto realizzato dalla tenuta Molino Taverna è in grado di bruciare qualsiasi tipo di biomassa legnosa prodotta in azienda, dalla lolla del riso alla legna da ardere fino a materiali difficilmente combustibili come il legno umido o le sementi infestanti. La caldaia "onnivora", che ha reso autosufficiente il riscaldamento dell'azienda agricola e agrituristica della famiglia Banfi, è stata premiata allo Smau di Milano, l'annuale fiera della tecnologia in cui l'Associazione nazionale giovani agricoltori, aderente a Confagricoltura, ha messo in palio il premio "Innovazione nel settore agricolo". I fratelli Pietro e Giuditta Banfi, titolari della tenuta, hanno investito 110mila euro nella realizzazione della caldaia. «In alcuni periodi i costi rischiavano di superare i guadagni - dice Pietro Banfi -: raggiungere l'autosufficienza termica era diventato fondamentale. Ora risparmiamo 17mila euro l'anno». I Banfi si erano interrogati sulle opportunità di riutilizzo delle grandi quantità di biomassa legnosa che la loro tenuta produce ogni mese. L'idea era nuova e di non facile realizzazione. Molino Taverna ha chiesto la consulenza all'azienda Energie Rinnovabili, attiva nella progettazione di soluzioni tecniche per la combustione, che è arrivata a consegnare una caldaia da 115 chilowatt per 25 quintali, con caratteristiche tecniche peculiari: un forno centrale e un particolare sistema d'entrata che permette di utilizzare biomasse anche al 70% di umidità. Si tratta di una macchina automatica che richiede a Pietro Banfi il solo onere di ricaricare il silos del materiale di combustione ogni due settimane circa. «Eravamo consapevoli che si trattava di una spesa importante - ricorda Pietro Banfi - ma eravamo anche fiduciosi che con il tempo sarebbe stata ripagata». Dalla Regione Lombardia è arrivato un rimborso di 44mila euro, il 40% dell'investimento iniziale, in virtù del Programma di sviluppo rurale che promuove i progetti innovativi degli imprenditori attivi nel settore agricolo o forestale.«Su queste basi, dovremmo riuscire a pareggiare la spesa entro il sesto anno - conferma l'agricoltore di Cilavegna - Questa è una tecnologia molto funzionale, che potrebbe essere applicata anche a una grossa struttura pubblica come la scuola. Il Comune andrebbe a risparmiare sulle spese di metano e Gpl provenienti da altri Paesi e allo stesso tempo investirebbe sul territorio finanziando gli imprenditori agricoli locali». Umberto De Agostino