La macchina (volendo) può arrangiarsi da sola ma non è ancora il caso

dal 14 al 18 aprileSalone elettrico a RomannRoma si candida a capitale dell'automobile elettrica. Dal 14 al 18 aprile 2018, in concomitanza con il debutto della Formula E, a Roma andrà in scena la prima edizione di "Sem - Safety & Electric Mobility Expo", iniziativa organizzata e ospitata da Fiera Roma, con la collaborazione di Emc Tv - Electric Mobility Channel. Per la prima volta insieme, i grandi temi della sicurezza stradale, dell'auto e dei veicoli a impatto zero, delle nuove tecnologie per la mobilità che ci stanno rivoluzionando la vita.progetto toyotaUna "sala" su ruotennDa Toyota una "sala" elettrica su ruote per viaggi in sei. Viaggiare comodi, senza stress e senza impatto sull'ambiente: il nuovo concept a celle di combustibile "Fine comfort ride" - esposto dalla Toyota al Salone di Tokyo - punta a concretizzare una filosofia progettuale, quella della "sala" su ruote, che è già stata prospettata per molti prototipi a guida autonoma, ma che non era mai stata applicata a un'architettura "tradizionale" come Multi-purpose vehicle (incrocio familiare-monovolume) dei prossimi anni.di DANIELE P. M. PELLEGRINIIn tempi nei quali di autonomia si parla molto si rischia di fraintendere. Quando poi si parla di automobili, il termine è se possibile ancora più abusato, con la conseguenza di alimentare una certa confusione per eccesso di un'informazione che gioca molto sull'effetto annuncio. Si comincia dalla considerazione che oggi, a differenza di come era in passato, dire che un'automobile va da sola è attribuirle un pregio. Anche se autonomia non vuole ancora dire poter fare a meno di un "pilota", l'evoluzione della guida ha fatto passi enormi e l'automobile oggi conosce tutte le strade del mondo, dispone di tutti i sensi necessari per capire cosa sta succedendo e aiutarci a viaggiare meglio sotto tutti i punti di vista. Se c'è un problema è quello che nasce dalla rapidità di sviluppo delle nuove tecnologie che non dà il tempo di imparare a considerale la normalità, in pratica abituarcisi e usare correttamente fino in fondo tutte le innovazioni che abbiamo a disposizione. C'è da restare sconcertati: dobbiamo allora "studiare" ancora per imparare a usare i sistemi che ci dovrebbero semplificare la vita? In un certo senso sì, come abbiamo imparato a usare il computer invece della penna o a scaricare i file musicali invece di cambiare il Compact disk; perché oggi ci sono sempre più cose che le macchine (a partire dalle automobili) riescono a fare da sole prima che noi ce ne rendiamo conto. Oggi basta la parola e il sistema di navigazione sceglie il percorso migliore, controlla il traffico e ci porta nel più breve tempo possibile dove vogliamo arrivare, senza che nemmeno abbiamo guardato una mappa; il sistema audio di bordo si sintonizza o sceglie la colonna sonora del viaggio e gestisce i nostri contatti con la rete, come e meglio che a casa e tutto in automatico. I tecnici non hanno dubbi nell'affermare che, sulla scorta delle tecnologie attuali, sarebbe già possibile per un'automobile moderna "arrangiarsi da sola" e alcune a certe condizioni già lo fanno. Per gli addetti ai lavori questo è il Livello3, terzo gradino di una scala che attribuisce al Livello5 la totale autonomia, ossia l'eliminazione tout court sia del volante che del pilota. Nessuno però è al momento in grado di dire quando questo accadrà. Il problema infatti è mettere l'automobile autonoma in grado di convivere con l'imprevedibilità e la fantasia di un automobilista umano, in un ambiente che è e rimane a misura d'uomo più che di computer. Per questo motivo i veicoli che già ora si possono muovere "senza pilota" appartengono ad altri mondi, come quelli dell'aviazione o delle ferrovie, dove possono contare su spazi liberi e definiti. Oggi le vetture autonome seguono un percorso stabilito pronte a scansare i pericoli che possono presentarsi, ma la loro capacità di adattamento alle reali condizioni di traffico sono limitate; un po' come andare in giro bendati tastando il terreno con un bastone, circondati da altra gente che si muove disordinatamente. Una strada, quella verso il Livello 5, lunga e tortuosa che però può contare sulle immense potenzialità della tecnologia e in particolare delle possibilità di interconnessione sui due fronti: quella fra veicoli e quella fra i veicoli e le infrastrutture. La prospettiva si basa su due sigle, V2V (vehicle to vehicle) e V2I (vehicle to infrastructure), nelle quale sono sintetizzati due sistemi che consentono il trasferimento delle informazioni in modo che ogni veicolo in movimento possa conoscere in anticipo quello che accade e che fanno gli altri attorno a esso.Solo così si potrà realizzare la prospettiva ideale di un traffico ordinato nel quale ogni singolo protagonista è automaticamente informato su tutto, e solo, quello che è utile per muoversi in piena efficienza e sicurezza. Fino ad allora dovremo fare per forza affidamento sulle nostre mani, i nostri occhi e il nostro cervello. ©RIPRODUZIONE RISERVATA