L'idrogeno nel serbatoio Un pieno? 500 chilometri
di FABIO ORECCHINIEmissioni zero, solo vapore acque dal tubo di scappamento. Pochi minuti per fare il pieno, cinquecento chilometri di autonomia con un rifornimento. Un miraggio per l'auto? No, soltanto la cronaca dell'esperienza di guida a bordo di una delle auto a idrogeno con celle a combustibile già disponibili. Le regine dell'idrogeno attualmente sono tre e vengono tutte dall'Asia. La prima arriva dalla Toyota, già leader dell'ibrido. Si chiama Mirai, è sul mercato in Giappone, Stati Uniti e in alcuni paesi europei già dotati di un minimo di infrastruttura di rifornimento come Regno Unito, Germania, Danimarca, Belgio. Il prezzo in Europa è attorno agli 80.000 euro ma le unità disponibili sono pochissime, perché il grosso della produzione è destinato al Giappone e poi alla California.La Honda Clarity, ultima nata della serie dei modelli Honda a idrogeno, è offerta a clienti pubblici e privati in leasing in Giappone e negli Usa, mentre in Europa si può guidare solo nell'ambito di alcuni progetti dimostrativi. Le Clarity sono attualmente su strada ogni giorno a Copenhagen e Londra nell'ambito del progetto Hyfive. Potrebbero arrivare in modo più ampio nel nostro continente con la nuova generazione del modello prevista nel 2020, che dovrebbe essere omologata anche da noi per la diffusione di mercato.Il gruppo più numeroso di auto a idrogeno presente in Europa è però della Hyundai. Sono oltre duecento le Hyundai ix35 fuel cell presenti, dieci delle quali sono utilizzate in Italia da privati, aziende ed enti pubblici dell'Alto Adige e fanno rifornimento al centro idrogeno di Bolzano. La casa coreana ha già presentato in anteprima la prossima generazione di Suv a celle a combustibile, di cui non ha ancora rivelato il nome ma che arriverà in tempo per essere protagonista delle Olimpiadi invernali del 2018 in Corea.Guidare a idrogeno è quindi già possibile ed è un'esperienza estremamente intrigante. La trazione è elettrica e a bordo ci sono anche delle batterie, utili a garantire un'alimentazione dei motori elettrici pronta a ogni richiesta dell'acceleratore senza un sovraccarico di lavoro per le fuel cell, che producono elettricità a bordo a partire da idrogeno. Dal tubo di scarico esce solo vapore acqueo e se l'idrogeno è stato prodotto da elettrolisi e utilizzando energia rinnovabile, come succede a Bolzano, la quantità di acqua sottratta all'inizio del ciclo è la stessa che viene poi restituita alla natura e non c'è alcun consumo di risorse fossili.Se secondo tutti gli esperti l'auto elettrica è certamente nel nostro futuro, quindi, l'idrogeno è un altro modo possibile per arrivarci. E non è soltanto un'idea asiatica, perché nella partita ci sono anche la Mercedes che lancerà presto la Glc fuel cell, la Bmw che per questa tecnologia è in alleanza con la Toyota, la General Motors che la svi-luppa in joint-venture con la Honda. In Italia ci sono aziende come la Sapio che premono per un'accelerazione, altre in attesa e un mondo scientifico e tecnologico pronto a cogliere l'occasione. I maggiori protagonisti di casa nostra si incontreranno il 12 dicembre a Napoli per gli Stati generali dell'idrogeno "Made in Italy", dai quali potrebbe nascere finalmente una strategia nazionale.©RIPRODUZIONE RISERVATA