Roghi in Piemonte, inquinamento record

TORINOUna giornata senza vento ha consentito di fermare o rallentare il fronte degli incendi in Piemonte. Dal Canavese alle valli del Cuneese, la situazione è migliorata, ma l'allerta resta massima, ha ammonito il presidente della Regione, Sergio Chiamparino. Oggi, infatti, è previsto che torni a soffiare il vento, con raffiche - annuncia Arpa - «forti o molto forti» dalle Alpi Cozie alle Lepontine, una vasta regione che comprende anche le vallate devastate dai roghi di questa settimana. Il vento foenh potrebbe arrivare fino alle pianure. Continuerà quindi la battaglia contro roghi che hanno distrutto già migliaia di ettari di pascoli e foreste, minacciando aree di grande pregio ambientale, come il parco nazionale del Gran Paradiso, a rischio per le fiamme che si sono propagate a Locana in Valle Orco, e alla più vasta cembreta d'Europa, il bosco dell'Alevè, nel Saluzzese. Mentre si combatte l'emergenza, partono anche le indagini dei carabinieri forestali: a fare scoppiare i roghi potrebbe esserci stata anche la mano degli incendiari. Ma è rientrato l'allarme per i due sospetti inneschi trovati nei boschi di Cumiana (Torino): erano probabilmente solo mucchi di legna preparati per fare un barbecue, peraltro vietato dal 10 ottobre in Piemonte, quando è stato dichiarato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi. E mentre gli incendi continuano a interessare anche i boschi del Varesotto, il Lombardia, a Torino la concentrazione di polveri sottili nell'aria è arrivata a livelli mai raggiunti, 354 microgrammi al metro cubo: 7 volte superiore ai limiti di legge.