Salvaguardia ambiente, delusa dal consiglio provinciale
A proposito del Consiglio Provinciale aperto che si è svolto l'altra sera sui temi dell'ambiente vorrei fare alcune considerazioni. La presenza degli amministratori locali e dei comitati è stata massiccia e mi aspettavo, contrariamente a quanto avvenuto, si cogliesse l'occasione per una presa d'atto delle criticità presenti in provincia di Pavia e che dal Presidente Poma venisse una proposta per affrontare tutti insieme la situazione attraverso la revisione del Ptcp, unico strumento di programmazione del territorio rimasto in capo alla Provincia.Ho assistito invece al tentativo di minimizzare la situazione, di giustificare le mancanze dell'ente a causa della carenza di organico e di risorse economiche (di cui tutti siamo consapevoli) ed è mancata completamente una presa di posizione a fianco dei sindaci e dei cittadini che essi rappresentano, per affrontare insieme, facendo massa critica, la difesa del territorio di fronte a Regione Lombardia, che certamente ha le maggiori responsabilità: da noi più che altrove si sono create condizioni favorevoli per permettere l'insediamento di attività impattanti, inceneritori, spandimento fanghi, discariche di amianto, ecc. Mi rendo conto che forse avevo aspettative troppo elevate nei confronti di chi ha governato questa provincia per decenni, anche in ruoli diversi, e che sente evidentemente il peso di una qualche responsabilità e lo capisco, però l'altra sera poteva essere l'occasione giusta per recuperare credibilità e tentare di mettere ognuno davanti alle proprie responsabilità, dal livello comunale, provinciale, regionale e aggiungerei anche nazionale, e dire in modo trasversale che ora basta, che in questa provincia la festa è finita, la sensibilità nei confronti dell'ambiente è cambiata, la gente è stufa di ammalarsi a causa dell'inquinamento e che vogliamo valorizzare il nostro territorio per quello che è, una meravigliosa terra vocata all'agricoltura e al turismo; avrei voluto sentir dire che le aziende trovano le condizioni favorevoli per insediarsi se contribuiscono alla crescita e non allo sfruttamento del territorio, se sono orientate ad uno sviluppo sostenibile e non soltanto al profitto, che Arpa e Ast sono le sentinelle del nostro benessere e della nostra salute e che sono al servizio della collettività... me ne sono andata invece affranta e delusa.Non c'è speranza per un territorio se la politica non fa la sua parte, non c'è speranza se gli amministratori locali non si responsabilizzano e non si coordinano per lavorare tutti insieme e fare massa critica contro le speculazioni.Martina DraghiArticolo Uno - Mdp