Martinoli: «Cerchiamo tecnici delle scarpe»
VIGEVANO Il lavoro ci sarebbe, ma i giovani disposti a lavorare no. La denuncia arriva dal mondo dell'imprenditoria calzaturiera vigevanese, che è alla ricerca di specifiche figure professionali. Lunedì è iniziata la scuola per tecnico calzaturiero realizzata da Assocalzaturifici in collaborazione con Fondazione Roncalli e con alcune realtà del legnanese, ma nessun diplomato vigevanese si è iscritto. Dei 30 iscritti nemmeno uno è originario della città, sebbene siano molte le aziende locali che hanno dato la propria disponibilità per gli stage. Non si tratta però di una novità dal momento che già da anni gli imprenditori vigevanesi cercano lavoratori specializzati per farli lavorare su macchine per costruire le calzature di ultima generazione, ma non ne trovano. «Innanzitutto - dice Massimo Martinoli del Calzaturificio Caimar - le figure professionali devono essere adeguate dal punto di vista tecnico. Dobbiamo prendere atto che ormai la tecnologia è entrata nelle scarpe e per lavorare in questo settore ci vuole una preparazione culturale sulla tecnologia e sulla tecnica della scarpa. Tempo fa a Vigevano avevamo creato una bella rete, che stava per portare alla nascita del polo tecnologico italiano. Il problema è che a Vigevano ci sono i fondi, ma non c'è l'interesse da parte dei giovani per iscriversi. Ai tempi avevamo pensato di realizzare una scuola nazionale, oggi comunque con questo nuovo progetto siamo in collaborazione con altre realtà». Quello che manca, dunque, in città non è la possibilità di creare una scuola, ma il materiale umano per riuscire a far partire un progetto di questo tipo.«Quando vado nelle scuole - continua - e parlo con i giovani, c'è sempre un genitore che chiede se è possibile trovare il lavoro in città. La realtà è che se in 20 si iscrivono a una scuola in tre potranno lavorare in città, ma gli altri dovranno spostarsi. Non si riesce a capire che non stiamo più cercando giovani volenterosi ai quali mettere in mano un banchetto e un martello, ma professionisti che siano pronti a lavorare su macchine complesse. Oggi un premontatore si trova a lavorare su un macchinario che ha un valore di 200mila euro. Non per niente è uno dei ruoli più difficili da trovare». La Caimar, assieme a Speroni e Re Marcello, con la collaborazione di Atom, è una delle società vigevanesi che, terminato la prima parte di corso a Legnano, ospiterà alcuni dei 30 aspiranti tecnici del calzaturiero iscritti alla scuola nata quest'anno, in un periodo di tirocinio. Andrea Ballone