Corte europea: «A Bolzaneto ci fu tortura»

ROMAGli atti commessi dalle forze dell'ordine nel carcere di Bolzaneto durante il G8 nel luglio del 2001 sono "atti di tortura". Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia per le azioni dei membri delle forze dell'ordine, e perché lo Stato non ha condotto un'indagine efficace. Una quindicina di persone di otto nazionalità diverse, sono state riconosciute come vittime di torture da parte delle forze dell'ordine durante i giorni del G8 di 15 anni fa. I giudici hanno riconosciuto il diritto a ricevere tra 10mila e 85mila euro a testa per i danni morali. Così i giudici della Corte di Strasburgo definiscono la situazione vissuta quella notte: «Trattati come oggetti per mano del potere pubblico». Non solo. «I membri della polizia hanno gravemente contravvenuto al loro dovere deontologico primario di proteggere le persone poste sotto la loro sorveglianza». Nella sentenza è anche messo in risalto il fatto che «nessuno ha passato un solo giorno in carcere». A fare ricorso a Strasburgo sono state 59 persone tutte condotte a Bolzaneto tra il 20 e il 22 luglio 2001. Alcuni di loro provenivano dalla scuola Diaz, dove avevano già subito violenze che la Corte di Strasburgo ha definito come torture in un'altra sentenza di condanna. Alcuni sono stati picchiati più volte, fatti spogliare davanti ad agenti del sesso opposto. Hanno dovuto gridare sotto minaccia "viva il duce". In due giorni, secondo l'inchiesta, furono 300 le persone picchiate. La Corte ha affermato di «aver preso nota della nuova legge sulla tortura entrata in vigore il 18 luglio, ma le norme non possono essere applicate a questo caso».