BORGOSESIA GIUBBE ROSSE E I CINESI
di GIGI FURINIArriva il Borgosesia c'è da tremare. L'impressione è che il Pavia non possa dare di più, a prescindere dagli avversari. Noi siamo questi e fatichiamo con quelli più piccoli di noi. Figuriamoci con i più grandi. Il Borgosesia non è il Real Madrid, ma ha 20 punti contro i 10 degli azzurri. Il club non ha una gran storia: nasce in una trattoria nel 1925 (vietato ridere, anche l'Inter è nata in un ristorante) e gioca nei campionati dilettanti fino agli anni '90. L'esperienza in C2 dura un solo anno (1998-99) e poi la squadra torna in serie D. Scatenati i tifosi della Brigata Alkolica, che seguono la squadra in trasferta da oltre trent'anni. Fra chi ha vestito la maglia del Borgosesia, da ricordare Christian Abbiati, per anni portiere del Milan e Domenico Penzo, chioggiotto, classe 1953, attaccante di Juve (fu preso al posto di Bettega), Verona e Napoli (giocò al fianco di Maradona).Borgosesia, la "città della lana" e delle giubbe rosse dei soldati garibaldini. Prima di partire con i Mille diretto in Sicilia, l'eroe dei due mondi aveva chiesto che i suoi soldati fossero dotati di una divisa (diversa da quella dei militari del Regno Sabaudo). E così, dai telai della Zegna Baruffa Lane Borgosesia, uscirono quelle camicie poi diventate tanto famose. Prima di allora, ma torniamo indietro di duecento anni, la città era stata colpita duramente dalla peste e gli abitanti hanno lottato contro fame e miseria fino a quando, nella zona, sono arrivate le prime manifatture.Ora è tutto un fiorire di fabbriche e i tessuti prodotti qui spiccano nelle più belle collezioni. «Ma i cinesi sono scorretti nel farci fanno concorrenza», dicono. Lasciamo stare i cinesi - replico - che a Pavia ci hanno promesso la B. E qualcuno, ma questo lo penso senza dirlo, ha anche sognato di vedere Milan e Juventus al Fortunati.Detto della lana, dei cinesi e di Garibaldi, di Borgosesia va ricordato il Carnevale. Intanto perché si festeggia il giorno dopo (quando siamo già in Quaresima) e, infatti, lo chiamano "Mercù Scurot" (il mercoledì scuro, perché si chiude con un funerale il periodo degli scherzi e delle feste). Arriva qui gente dalle altre vallate per sfilare in corteo dietro Peru Magunella e sua moglie, Gin Fiammàa.Non sappiamo se tutti vengono per la sfilata dei carri, perché per vie e piazze si mangia fino a star male. Polenta, cacciagione, salami, sanguinacci e pancetta vengono consumati a quintali. Il Carnevale dura dal 1854, quando in zona girava uno sciupafemmine di nome Giuseppe, alto, con la barba, capace di comandare mille uomini. Poi, sempre qui, aveva ordinato le giubbe e deciso di partire per fare l'Italia unita. A Borgosesia c'è qualche ragazzo che ancora gli assomiglia.