Gli hacker non rovinano la grande festa
VENEZIAÈ una vittoria anche personale quella del governatore Luca Zaia che verso le 23, 40 si presenta a commentare il risultato del voto. Con una piccola ombra a rovinargli la soddisfazione: gli hacker che hanno superato due livelli di sicurezza e hanno compromesso e ritardato l'elaborazione definitiva dei dati sul voto al referendum. «So che non è facile stare qui in attesa -ha esordito il presidente della Regione Veneto - Avrei preferito uscire con un dato definitivo. Abbiamo tre livelli di sicurezza, gli hacker ne hanno superati due. In questo momento siamo un po' bloccati, telefoniamo ad ogni comune. I dati definitivi immagino li avremmo nel giro di qualche ora». Messa da parte la questione dell'attacco hacker, spazio alla soddisfazione per il risultato del referendum. «Abbiamo superato largamente la soglia del quorum - ha detto Zaia - e abbiamo dimostrato che i veneti quando vengono chiamati all'appello, prontamente rispondo». Secondo i dati parziali (202 comuni su 575), ha votato il 59, 7% degli aventi diritto, un dato nettamente superiore al quorum richiesto (50% più uno) e notevole rispetto anche all'affluenza alle consultazioni elettorali. Un numero importante, se si pensa che nel 2015, quando Luca Zaia, che pur senza intestarsela ha fortemente voluto questa consultazione, fu rieletto presidente della Regione alle urne si recò il 57, 6% degli aventi diritto. Gli elettori si sarebbero espressi al 92% a favore dell'autonomia come chiedeva il quesito referendario. Da oggi, dunque, la Regione Veneto sarà impegnata nel mettere in piedi la trattativa con il governo sulla base dell'Articolo 116 della Costituzione, che, come recita il quesito a cui i veneti hanno risposto oggi nei seggi, permette di chiedere «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia» su 23 materie. Tre, in particolare, sono di competenza esclusiva dello Stato (giustizia di pace, istruzione e tutela dell'ambiente e dei beni culturali) e 20 sono concorrenti (tra cui spiccano il coordinamento della finanza pubblica e tributario). Sul tavolo del presidente Zaia c'è già una delibera quadro che, come aveva spiegato nei giorni scorsi, «è il frutto di un grande lavoro di costituzionalisti ed esperti in materia finanziaria, che rispettando la Costituzione, articolo 116, 117 118 e 119, hanno scritto un progetto per avviare il negoziato». Altro tema è quello dell'avanzo fiscale, quantificato per il Veneto in 15, 5 miliardi, risorse che dovrebbero servire a finanziare le nuove competenze.